Pagina 3 | Torino, Bremer: "In Brasile vendevo gelati, ora sfido i più grandi"

Il difensore brasiliano si racconta in una lunga intervista sul canale ufficiale del club granata: "Un onore essere arrivato a indossare la fascia di capitano"

Gli insegnamenti di Mazzarri

Per facilitare il suo inserimento ha anche accelerato nello studio della lingua italiana: "Sì, perché devi capire. La tattica poi l'apprendi. Mazzarri mi ha dato una grossa mano. Lui vuole la marcatura a uomo che in Brasile non esiste. Mi diceva sempre che in area si deve marcare e bisogna mettersi bene con il corpo. E poi il suo collaboratore Claudio Nitti mi diceva che non giocavo il pallone velocemente. Mi ha fatto migliorare tanto e mi sono fermato spesso al Filadelfia per apprendere i segreti. Inizialmente non giocavo, Mazzarri mi diceva sempre di avere pazienza. Aveva ragione lui perché ho seminato tanto e ora sto raccogliendo". Tanto da indossare anche la fascia di capitano: "Il capitano è Belotti, ma è tanta roba mettere la fascia. Ogni tanto penso: il primo anno qui non giocavo mai, ora dopo quattro anni sono diventato il secondo o terzo capitano. Si tratta di un grandissimo onore". Anche la presenza di Sirigu è stata importante per la sua crescita: "Lui è stato bravissimo con me. Sempre dopo l'allenamento andavamo in palestra per allenarci. E mi tranquillizzava perché aveva visto che non mi ero montato la testa e mi allenavo tanto. Ora sogno di giocare con la Nazionale. Mi sto allenando bene. Sto facendo il massimo e vorrei il Mondiale in Qatar. Sto aspettando il mio momento e non voglio farmelo passare".

Hobby e curiosità

Poi si passa alle curiosità: "In passato ho praticato boxe nel tempo libero. Mi è servito molto. Mi ha migliorato in velocità e in rapidità mentale. Il mio idolo? Lucio. Ma da bambino era Robinho, perché volevo fare gol. Tra gli sport mi piace soprattutto il basket. Amavo l'approccio alla gara di Michael Jordan e Kobe Bryant. Nella boxe Anthony Joshua mi piace tanto". Per quanto riguarda il tempo libero: "Lo passo con la famiglia, a casa. Ora sto tanto con la mia bimba. Vado al parco e in giro. Non vivo in centro, sono in collina e posso passeggiare. Non amo troppo il casino e mi ricorda la fattoria paterna. Torino ci piace, mia moglie esce spesso con la bimba. Per noi è solo un po' fredda. Mi mancano il sole, il mare e le spiagge del Brasile. Non andare in Brasile per due anni a causa del Covid non è stato facile". Ed è legato al Brasile anche il suo piatto preferito: "La grigliata brasiliana". Ecco perché in futuro si vede di nuovo nel suo Paese: "Ma non sai mai cosa può accadere da qui a dieci anni. Devo rimanere in Europa e restare con mia figlia. Prima volevo un maschietto, ma da quando c'è Agatha penso che la mia speranza era sbagliata. Sono felicissimo di stare ogni giorno con lei".

Bremer, nessuno come lui
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Bremer, nessuno come lui

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