Gasperini-Juric, che sfida! Per la prima volta contro da primi della classe

Giovedì a Bergamo, il Maestro e il suo Allievo prediletto guideranno l'Atalanta e il Toro in un confronto mai così a questo livello: seguendo strade diverse, nerazzurri e granata possono diventare i guastafeste delle altre squadre di vertice
Gasperini-Juric, che sfida! Per la prima volta contro da primi della classe

Il Maestro aspetta l'Allievo per giocare un'altra sfida, ma, stavolta mai così ad alto livello essendo l'uno e l'altro primi in classifica insieme con Napoli, Milan, Lazio e Roma. Gasperini e Juric hanno lavorato insieme, si stimano, si rispettano, sono amici. E non vedono l'ora di capire come andrà a finire, giovedì a Bergamo, in una partita che comincerà 45 minuti dopo il gong finale del mercato. Seguendo strade diverse, nerazzurri e granata possono diventare i guastafeste delle altre squadre di vertice. Alla settima stagione consecutiva sulla panchina bergamasca, Gasp sta voltando pagina.

Si è lasciato alle spalle la prima Età dell'Oro percassiana; punta ad inaugurare la seconda con una rivoluzione verde: Højlund, Scalvini, Soppy, Okoli, Ruggeri, Zortea, Carnesecchi che sta recuperando dall'infortunio alla spalla, Ederson, Lookman sono i volti del cambiamento, coniugato alla conferma di Koopmeiners, micidiale a Verona; Musso, Hateboer, de Roon, Demiral, Djimsiti (ora infortunato, rientrerà fra cinque settimane); Malinovskyi, Pasalic, Boga, Muriel, Zapata. Anche se sino alle 20 del primo settembre molto può ancora succedere, in uscita e in entrata (occhio a Borna Sosa, esterno mancino dello Stoccarda, nazionale croato). Tre partite, 7 punti, 2 vittorie esterne, 1 pareggio, 4 gol segnati, 1 subito sono il bilancio dell'Atalanta.

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Quasi analogo al Toro che ha incassato soltanto una rete in più, ma, come i bergamaschi, ha vinto due incontri in trasferta, pareggiando l'altro in casa. Juric sta ottenendo quasi tutto ciò che aveva chiesto a Cairo, anche a costo di alzare letteralmente la voce e i toni del confronto serrato con il ds Vagnati, come confermano le cronache della rissa sfiorata in ritiro. Sia il tecnico sia il dirigente si sono lasciati alle spalle l'episodio, nel superiore interesse del Toro e i risultati si vedono. Ivan, autentico parafulmine di Urbano, ha visto arrivare fra gli altri Vlasic, MIranchuk, Ikahnm Schuurs, Lazaro, Radonijc; ha lanciato in orbita Ricci; ha rilanciato Rodriguez, Djidji, Singo, Ola Aima, Sanabria; ha gestito il caso Lukic usando bastone e carota. Soprattutto, ha dato un gioco, un'identità al Toro, al quale aveva cominciato a cambiarne i connotati già nella passata stagione che aveva visto i granata terminare decimi con 50 punti e l'Atalanta piazzarsi ottava con 59; inoltre, dopo i primi tre turni, il Toro contava 3 punti e l'Atalanta 4. Il vento è cambiato, a Bergamo come a Torino. Giovedì, al Gewiss Stadium, sarà un bel vedere.

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