Torino, così Juric ha costruito il nuovo Vlasic per l’Europa

Meno appariscente ma ancora più al servizio della squadra: i suoi movimenti decisivi per gli inserimenti di Bellanova e Lazaro
Torino, così Juric ha costruito il nuovo Vlasic per l’Europa© Marco Canoniero

Ecco un nuovo Nikola Vlasic, forse non tutti se ne sono accorti ma è proprio così: con l’attuale sistema di gioco (dal 3-4-2-1 al 3-4-1-2 o 3-5-2 come sostiene Juric) il giocatore croato ha il compito di aprire dei varchi ai compagni, lasciando vuoto lo spazio in cui parte l’azione. Ed in effetti sia Bellanova sulla destra sia Lazaro (o Vojvoda) sulla sinistra in queste ultime partite si spingono avanti con più continuità ed efficacia. Bellanova, per esempio, contro il Lecce si è trovato libero di calciare in porta da una posizione che prima veniva occupata da un trequartista.

Vlasic, questione di movimenti

Detto questo Vlasic ha completa libertà di movimento. Deve essere lui, con uno sguardo, capire dove andare a posizionarsi. Naturalmente quando riceve il pallone, oppure lo cattura agli avversari, può puntare a rete, decidere tranquillamente cosa è meglio fare per la squadra. In questi giorni d’allenamento al Filadelfia il croato sta provando molti schemi che coinvolgono anche Zapata e Sanabria. Questione di movimenti: Juric vuole ottimizzare, oltre alle corsie esterne, anche la zona centrale. Stiamo parlando degli ultimi venti metri che i granata devono sfruttare con più decisione. Gli sforzi dell’allenatore sono tutti rivolti alla fase offensiva perché la difesa che non prende gol è importante ma per vincere e restare ambiziosi bisogna realizzare qualche rete in più. Zapata sta risalendo con 7 gol mentre Sanabria è fermo a quota 3. Troppo poco, una misera. E appunto il paraguaiano negli schemi che si stanno preparando al Filadelfia deve arretrare meno per lasciare più libertà a Vlasic. Tonny dovrà stare il più vicino possibile a Zapata. 

Torino, l'importanza di Vlasic

Ma torniamo a Vlasic che è diventato il giocatore tatticamente più importante del nuovo Toro. Fisicamente sta bene e piano piano sta assimilando questo compito. Ha tutte le caratteristiche per poterlo coprire bene: Juric si fida di lui e ha deciso di puntare forte sul suo talento. Del resto quest’estate lo ha voluto a tutti i costi spingendo i dirigenti, che in precedenza non lo avevano riscattato, a chiudere la trattativa con il West Ham forti della volontà del giocatore di volere a tutti i costi il Torino. Ricordiamo che per acquistarlo a titolo definitivo il Torino ha speso circa 10 milioni. Il calciatore, dal canto suo, ha firmato un contratto sino al 30 giugno 2027 con opzione per il 2028. E’ legatissimo al Toro, la sua frase è ancora impressa nella testa dei tifosi granata. «Volevo solo tornare, volevo solo la maglia granata, qualsiasi altra destinazione non mi interessava. E adesso sono felice». E questa sua felicità la trasmette in campo. Adesso non sempre è nella copertina del gioco granata ma, come detto prima, il suo movimento e il suo modo di giocare è molto utile. 

Torino, missione Europa

Naturalmente anche lui, come del resto tutto l’ambiente granata, crede nell’Europa. La sfida di domani sera contro la Lazio, proprio in quest’ottica, riveste un0importanza particolare perché se i granata dovessero vincere spinti da un Grande Torino stracolmo e pieno d’entusiasmo, supererebbero in classifica la formazione di Sarri dopo aver raggiunto il Napoli campione d’Italia.. Aspettiamoci, per concludere, proprio domani contro la Lazio, un Vlasic brillante, pronto a dare un contributo importante. Perché il momento è decisivo e l’occasione è da non perdere. Il Toro può davvero svoltare in direzione Europa

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