Toro, per l'Europa contro tutto. Anche se stesso

Granata da 5 anni mai così vicini all’Europa malgrado Juric all’addio e le tensioni tra società, squadra e tifosi. Sabato col Milan vietato fallire
Toro, per l'Europa contro tutto. Anche se stesso© Lapresse

E chi l’avrebbe mai detto, a un certo punto della stagione, che a due giornate dalla fine del campionato il Toro sarebbe stato ancora in corsa per l’Europa? Pochi, forse solo i più ottimisti. Il Bologna che ha vinto a Napoli e la Fiorentina che sta consolidando il suo ottavo posto hanno riaperto la porta della speranza. Se venerdì sera i toscani batteranno o fermeranno sul pari la squadra di Calzona, i granata battendo il Milan il giorno successivo scavlcherebbero in classifica i campani, avvicinando sensibilmente l’obiettivo. E a quel punto tiferebbero viola nella finale di Atene. Insomma, piano piano stanno arrivando gli incastri giusti, anche se la strada rimane complicata.

Toro in corsa per l'Europa

Il Toro è in corsa, però ci arriva in una situazione psicologica non ottimale. È necessario che l’ambiente si ricompatti in questi giorni perché continuano a verificarsi situazioni in cui sembra che il Toro voglia farsi male da solo. Dopo qualche momento di tensione nella prima parte della stagione (la contestazione prima della partita contro il Sassuolo e, al termine, il gestaccio verso la Maratona di Juric, che seguiva la partita dalla tribuna in quanto squalificato), i malumori degli ultimi giorni sono cominciati a Superga con gli insulti ai tifosi di un paio di giocatori mentre sul pullman la squadra raggiungeva la basilica, con conseguente risposta affidata a uno striscione pungente esposto domenica al Bentegodi. Poi, al termine della partita di Verona, sono arrivate le esternazioni, sempre più difficili da comprendere, di Juric: Savva e Dellavalle, ha detto, sono bravi, però non sono ancora giocatori di Serie A: ma come, invece di valorizzarli li smonta? Vai a capire. E poi: che bravi i tifosi del Verona, loro sì che caricano la squadra. E non è finita: se non c’è sintonia tra società e tifosi non si va da nessuna parte, io non ho firmato il prolungamento perché non credevo nel progetto. E così via. Adesso bisogna capire quale sarà il comportamento della curva: contro il Milan, nella partita che vale una stagione, come si comporterà? E infine, sempre a proposito di Juric, da una decina di giorni si sa che non verrà confermato dopo la scadenza del contratto, con tutto quello che ciò può comportare.

Toro contro se stesso

Il Toro, dunque, contro tutto e tutti ma, soprattutto, contro se stesso. In questi giorni si deve trovare una linea comune, evitare scivolate dialettiche, anzi stare zitti e lavorare al massimo sulla concentrazione e sulla determinazione. Sarà fondamentale contro il Milan partire a grande velocità, trascinando il pubblico. Non si può ripetere l’approccio blando visto nelle ultime settimane, e in particolare a Verona. In una situazione così importante, a questo punto decisiva, i granata devono davvero scrollarsi di dosso le incertezze e le paure del passato.
Questa settimana, tra le altre cose, Juric e il suo staff devono (anche) cercare di recuperare giocatori importanti (Zapata e Buongiorno, per primi: l’attaccante sotto l’aspetto della condizione fisica, visto che non segna dalla doppietta all’Empoli del 6 aprile e sembra a corto di benzina) e aumentare la condizione degli altri. Bellanova, per esempio, non sprinta più come è riuscito a fare per quasi tutta la stagione. Certo, non sarà facile battere il Milan, anche se la squadra di Pioli si presenta al penultimo appuntamento con la pancia piena e poche ambiziosi, visto che ha consolidato il suo secondo posto. Meglio incontrarlo adesso che un paio di mesi fa. Ma tutto dipende, come detto e ripetuto, dalla capacità della formazione granata di battere se stessa. Perché l’avversario più pericoloso del Toro è proprio il Toro...

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