Toro, Nkounkou si racconta e rivela: "Sfreccio per merito di papà"

Dal cambio di ruolo ai granata, il terzino sinistro ripercorre i suoi inizi: "All’Everton ero con Ancelotti: mi fece migliorare nei cross, gli sono grato"

Un’operazione di fine mercato dopo una ricerca lunga tutta un’estate. Così è arrivato al Torino Niels Nkounkou: una carta in più da giocare per Baroni, costretto per settimane - prima dell’approdo sotto la Mole del francese - a esperimenti sulla sinistra. Oggi Biraghi ha un’alternativa, a giudicare dalle prime prestazioni dell’ex Eintracht Francoforte: un’alternativa vera, nella pratica, non solo in teoria. È servito un po’ di tempo a Nkounkou: dopo quasi un mese di adattamento il classe 2000 ha esordito, guadagnando poi spazio anche nelle partite successive. Ai canali ufficiali del club il francese si è presentato, raccontando qualcosa in più di sé, a partire dalle prime impressioni: “Il Torino è un grande club, le mie sensazioni sono positive. Il calcio in Italia è più tattico, questo è un buon campionato e spero di fare una grande stagione. Credo che la Serie A possa aiutarmi a crescere, a diventare un buon difensore perché so di dover migliorare.”

Nkounkou: "È stato papà a mettermi in difesa"

Il calcio per Nkounkou è anche una questione di cuore e di famiglia: “Mio padre ha fatto l’allenatore e mio fratello giocava a calcio. Quando avevo 12 anni è stato proprio mio papà a chiedere a chi mi allenava di mettermi in difesa, così che io potessi imparare un nuovo ruolo e non solo giocare in attacco. È per questo che ho arretrato il mio raggio d’azione. Quello di terzino è il miglior ruolo per me, devo ringraziare mio padre. Ho iniziato a giocare a calcio per seguire un sogno, quindi non so cosa avrei fatto se non avessi avuto questa possibilità. Da bambino il calcio mi ha aiutato a crescere e maturare perché devi essere sempre concentrato. Penso che questo sia necessario anche nella vita di tutti i giorni, perché non sai mai cosa succede. Nel calcio è lo stesso, quindi cerco di essere una brava persona dentro e fuori dal campo e penso di fare del mio meglio". Il terzino, a dispetto della giovane età, ha già avuto modo di formarsi in diversi campionati: prima in patria, in Francia, poi in Inghilterra, in Belgio, in Scozia e nelle ultime due stagioni in Germania, prima dell’approdo in Italia.

Nkounkou: "La Champions il miglior ricordo"

L’esordio tra i professionisti è stato quello con la maglia del Marsiglia: “Un sogno che si è avverato, al fianco di grandi giocatori come Thauvin, Payet, Boubacar Kamara. Già durante il riscaldamento il Vélodrome è davvero incredibile. Se dovessi scegliere un ricordo sceglierei la qualificazione alla Champions League, l’atmosfera allo stadio era fantastica. Quella stagione penso che al momento sia stata la migliore della mia carriera. Non è stato facile lasciare la Francia ma ho sempre cercato di fare del mio meglio anche nelle successive esperienze. Spero al Toro di poter aiutare la squadra come accaduto anche nell’ultima esperienza all’Eintracht, anche se non è mai facile quando si arriva in un nuovo club.” All’Everton - era la stagione 2020-21 - ha avuto modo di conoscere Carlo Ancelotti: “Penso finora sia stato l’allenatore che più mi ha aiutato a migliorare, mi ha chiamato dopo la mia stagione al Marsiglia, mi sono impegnato molto con lui, in difesa e in attacco, per perfezionare le mie qualità. A fine allenamento provavamo i cross per gli attaccanti: mi diceva che avevo un buon sinistro ma che dovevo migliorarlo.” Poi sul suo modello: Marcelo, nel mio ruolo credo sia il migliore al mondo.”

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