Sull'app di Dazn è disponibile l’intervista esclusiva a Giovanni Simeone, attaccante del Torino, che tra l’emozione di rincontrare i vecchi compagni e la determinazione di vincere con la nuova maglia si prepara a scendere in campo per Toro-Napoli, il 18 ottobre alle 18, match trasmesso solo su Dazn. La partita dell'Olimpico-Grande Torino sarà commentata da Ricky Buscaglia e Fabio Bazzani, con Alessio De Giuseppe a bordo campo. E dalle 17 si accenderà “VAMOS!-Il Sabato della Serie A”, con Marco Russo e Barbara Cirillo in conduzione, insieme al Profeta Hernanes, Emanuele Giaccherini, Ciro Ferrara e al nuovo ingresso Andrea Marinozzi.
«Io, Napoli e il Napoli»
Per l’occasione, Simeone si apre con il pubblico di “Storie di Serie A”, il format di Lega Serie A che dà voce ai protagonisti del grande calcio italiano e che quest’anno, per alcune interviste esclusive, vede il coinvolgimento editoriale di Dazn. Il Cholito ripercorre i ricordi indelebili legati proprio alla squadra che dovrà affrontare: l’arrivo al Napoli e la vittoria di due scudetti, culminati nella decisione di lasciare il club partenopeo. Il 18 granata racconta l'emozione di indossare una nuova maglia, quella granata, le toccanti visite a Superga e il rapporto col tecnico Marco Baroni. Non mancano aneddoti sorprendenti su Antonio Conte, oltre alle aspettative per la paternità in arrivo. Sul legame con il Napoli e l’addio alla squadra: «Sono felice di affrontare dei compagni e un passato che mi fa sentire bene. La mia priorità ora è concentrarmi sulla partita, cercherò di non pensare a quei bei momenti che ho vissuto come l’emozione che ho provato il giorno in cui sono arrivato a Napoli, il momento in cui ho indossato la tuta del Napoli. Mia moglie mi fece una foto, era troppo bella. Quando sono andato via da Napoli per andare a Torino, mi sono detto "che messaggio posso scrivere?". Il viaggio in treno durava 5 ore, 4 e mezza le ho passate a piangere ripensando a tutti i momenti. A volte però non ci sono solo parole, ma momenti che uno ha vissuto. È proprio vero il detto “a Napoli piangi due volte”. Ho tanti amici lì, ogni tanto faccio delle videochiamate con loro perché mi manca sentire l'accento napoletano, mi manca tantissimo. L’altro giorno ho chiamato i magazzinieri del Napoli per chiedere che caffè utilizzavano lì, per averlo anche qui a Torino».
«Io, Torino e il Toro»
Ancora Simeone, sul fascino di Torino: «Al Museo Egizio ancora non sono andato perché bisogna camminare molto e mia moglie è incinta. Però sono già andato tre volte a Superga, di mia iniziativa. Una settimana dopo che ho firmato, dopo che la società mi ha spiegato la storia del Grande Torino, ho preso la macchina e sono salito a Superga. Quando arrivi in un club devi conoscerlo, devi sapere la storia, devi sapere cosa rappresenta per i tifosi. È un posto che rappresenta un momento tragico, ma c'è un’energia molto bella, è un posto che mi trasmette pace». Capitolo Baroni: «Mi piace il suo modo di pensare e trasmettere le sue idee. La sua cattiveria di andare avanti nonostante tutto. Mi piacciono molto gli allenatori così e le persone che vanno incontro alle difficoltà. Ovunque lui mi dice di andare, io vado». Sull’anima del Torino: «Mi sento molto in sintonia con il Toro e con lo spirito granata, con il concetto di fame e di andare a lottare e dare tutto. È stata una delle cose che mi hanno fatto scegliere di venire qui».
«Io, Raspa e Conte»
Il Cholito parla anche della paternità: «Sono contento di accompagnare mia moglie in questo periodo. Sta entrando nel settimo mese, sono sempre più ansioso di capire come cambia la vita. È un maschio, è stato concepito a Napoli e nascerà a Torino. Continua la dinastia Simeone. Il nome ancora non lo svelo, ma posso dirvi che non avrà la lettera G come me e i miei fratelli. Il primo regalo che gli farò è un pallone e giocherà per tutta la casa come ho fatto io». Sul passaggio di Raspadori all’Atletico Madrid, allenato dal padre Diego: «Papà aveva già deciso, però mi ha chiesto di lui. Ho detto quello che penso: è un ragazzo bravissimo, super umile, sa fare tanti ruoli ed è forte. C'è poco da dire, è forte». E su Antonio Conte: «Ho capito quanto è "pazzo" quando una volta a Castelvolturno durante un allenamento ha iniziato a grandinare fortissimo. Il pallone non andava più avanti per quanta grandine c'era per terra. Ma lui ci urlava contro perché noi pensavamo di fermarci. Un matto».