Dopo sei anni dall’addio, Gianluca Petrachi torna ufficialmente al Torino nel ruolo di direttore sportivo e responsabile dell'area tecnica. Il presidente Urbano Cairo ha presentato il nuovo ds, di fatto un ritorno a casa dopo un ciclo lungo e ricco di risultati, in una conferenza stampa molto attesa, nella quale ha salutato anche Davide Vagnati e ha spiegato i motivi della separazione. Emozionato e determinato, il neo dirigente ha illustrato obiettivi, metodo di lavoro e urgenze del momento, toccando i temi del mercato, dell’identità della squadra e della corsa alla salvezza. Un nuovo inizio che sa di vecchie radici, con la volontà comune di ricostruire entusiasmo e ambizione attorno ai granata.
Torino, Cairo saluta Vagnati
"Prima di partire con la presentazione di Gianluca, ci tengo a dire due parole relativamente a Vagnati. Abbiamo avuto un buonissimo rapporto, fatto un percorso lungo e all'inizio accidentato e faticoso perché arrivò con il Covid. Fu una prima stagione difficile, poi è iniziato un periodo positivo con campionati di buon livello insieme a Juric sfiorando la Conference. Poi Vanoli... è stato un periodo importante. Ho deciso di fare un cambiamento, ma ringrazio Vagnati per l'impegno senza lesinare determinazione e voglia di fare. Gli faccio un grande in bocca al lupo. La motivazione e quando ho deciso di prendere questa scelta? Questa è una cosa mia personale, non spiego il motivo, ora pensiamo al futuro" - ha detto Cairo in conferenza stampa.

Il rapporto con Petrachi
Poi il presidente Cairo ha proseguito, facendo una panoramica del suo rapporto con il nuovo ds: "Con Petrachi ci conosciamo da tanti anni, arrivò a dicembre 2009 e a gennaio 2010 abbiamo iniziato insieme in B. Arrivò e facemmo un po' di mercato velocemente, creativo, che non impedì di portare al Toro un giocatore come D'Ambrosio per cifre piccole oltre ad operazioni creative. Si era dato vitalità a quel campionato, e nel ritorno richiamammo Colantuono facendo 43 punti e recuperando bene fino al quinto posto vincendo la semifinale play-off con il Sassuolo e perdendo a Brescia con un gol annullato ad Arma che il Var di oggi non lo avrebbe tolto. L'anno successivo non andò bene, poi con Ventura arrivammo primi insieme al Pescara e da lì una salvezza in Serie A senza patemi, successivamente settimi andando in Europa League vincendo le gare eliminatorie fino ai gironi e unica squadra italiana a vincere al San Mamès. Fu un bel periodo, poi Ventura purtroppo decise di andare in Nazionale e noi prendemmo Mihajlovic. Mi dispiacque mandare via Sinisa, purtroppo poi ci ha lasciati ed è stata una cosa terribile, e arrivò Mazzarri facendo grandi cose con un'altra Europa League persa contro un Wolverhampton forte. Ci lasciammo con Petrachi, per un periodo non ci parlammo e poi fortunatamente anche grazie a un amico comune ci siamo ritrovati. Con Gianluca c'è stato un bel rapporto da amico, poi la rottura e successivamente il nostro amico fece un lavoro di mediazione: ci rivedemmo a cena a Milano e il nostro rapporto riprese".