Disastro Torino, ma lo fate apposta?

Ogni volta che i granata devono fare un salto di qualità, lo falliscono. Baroni non trova la chiave e i tifosi lasciano lo stadio arrabbiati
Disastro Torino, ma lo fate apposta?© TVMV-Manuela Viganti/Agenzia Aldo Liverani sas

TORINO - Che bel regalo che ha fatto il Torino ai suoi tifosi nella prima partita del nuovo anno in casa… per il salto di qualità se ne riparlerà la prossima volta. Come già era capitato contro il Cagliari nell’ultima partita del 2025, come già è successo anche tante (troppe) altre volte, il Torino getta al vento un’altra occasione per provare ad avvicinarsi alla zona Europa, per dare un senso al proprio campionato. Ancora una volta ha lasciato quella sensazione di incompiutezza che è quanto dà più fastidio al tifoso granata, stufo di non poter neppure sognare qualcosa in più della mediocrità. Con una vittoria contro l’Udinese la classifica oggi non sarebbe ancora quella sperata, ma certamente avrebbe un aspetto più interessante. E invece il Toro è sempre lì, nel limbo, lontano dalla zona retrocessione (almeno quello, solamente un mese non era affatto scontato), ma ancora troppo distante da quelle posizioni che garantiscono un pass per l’Europa. L’Udinese è una squadra certamente tosta, ieri era ben messa in campo, ma non ha dato l’impressione di essere insuperabile. Eppure ha vinto 2-1, eppure per questo Torino è risultata essere un ostacolo insormontabile.

Toro, le scelte di Baroni: nessun alibi tra assenze e panchine

E se è vero, come Baroni più volte ha ripetuto in questi mesi, che tutte le scelte di mercato sono state prese in pieno accordo con la società, allora le assenze non possono certo essere un alibi: né quelle per infortunio (Pedersen e Gineitis), né quelle per questioni legate a possibili partenze (Asllani è rimasto di nuovo in panchina, come a Verona). E ancora di più non possono esserle quelle dei giocatori fuori per scelta tecnica: Sazonov, Biraghi e Nkounkou erano stati tutti regolarmente convocati, ma ieri non erano neppure in panchina. Baroni ha riconfermato Ilkhan in cabina di regia, Aboukhlal sulla fascia sinistra con Lazaro a destra e ha lanciato dal primo minuto Casadei e Njie, i due giocatori che avevano chiuso la partita contro il Verona con i loro gol: il primo ha sostituto Gineitis nel ruolo di mezzala sinistra, il secondo ha affiancato Simeone in attacco. Proprio lo svedese in avvio è stato ben chiuso da Kamara al limite dell’area, al 18’ è stato poi annullato il gol del vantaggio ospite: da azione d’angolo Kabasele aveva spedito il pallone nella porta granata, dopo un’uscita errata di Paleari (ieri sera non in partita). L’assistente ha segnalato il fuorigioco, in realtà la posizione del difensore friulano era regolare, ma il gol non è stato comunque assegnato perché il pallone gli è rimbalzato sul braccio. L’Udinese ha poi avuto altre due importanti occasioni prima dell’intervallo: la prima con Zaniolo, che ha sparato addosso a Paleari dal centro dell’area di rigore, la seconda, nata in maniera casuale, con un pallone rinviato dal portiere granata addosso a Davis che è terminato sul fondo. E il Torino? L’unica vera occasione l’ha avuta Casadei, di testa, ma Okoye è stato bravo a respingere.

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Toro ancora ko in casa: tifosi sempre più amareggiati

Nel secondo tempo Baroni ha mandato il campo Adams al posto di Njie, ma nei fatti la squadra granata per lunghi tratti sul terreno di gioco non la si è vista. Si è vista invece l’Udinese che al 50’ si è portata in vantaggio con un solissimo Zaniolo, servito al centro dell’area da Zanoli. Baroni ha provato allora a correre ai ripari mandando in campo anche Zapata, Anjorin, Ngonge (che si è schierato sulla fascia destra con Lazaro che è traslocato a sinistra), ma il Toro ha continuato a costruire troppo poco, tanto che da registrare c’è solo una conclusione di Ngonge respinta da Okoye con Kabasele che ha poi completato il disimpegno. All’82’ Ekkelenkamp in contropiede ha raddoppiato per l’Udinese, ma cinque minuti dopo Casadei (una delle poche note positive della serata granata) di testa ha accorciato le distanze. Il Toro ha poi avuto anche l’occasione per pareggiare, con Adams, ma lo scozzese non ha trovato la porta da ottima posizione. Il 2-2 avrebbe reso meno amara la serata, ma i giudizi non sarebbero stati diversi: quella di Baroni resta una squadra incompiuta, incapace di fare quel passo in avanti che invece dovrebbe compiere e soprattutto incapace di far sognare davvero. È così che ancora una volta i tifosi, che ieri hanno sfidato anche il freddo pungente (quelli effettivamente presenti allo stadio erano comunque certamente meno rispetto ai 17.982 che hanno acquistato il biglietto), sono tornati a casa sconsolati, ma anche arrabbiati (per utilizzare un eufemismo), per un Torino spento, ben diverso da quello che vorrebbero vedere. Petrachi avrà molto lavoro da fare in questa sessione di mercato. Ma anche la prossima estate.

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TORINO - Che bel regalo che ha fatto il Torino ai suoi tifosi nella prima partita del nuovo anno in casa… per il salto di qualità se ne riparlerà la prossima volta. Come già era capitato contro il Cagliari nell’ultima partita del 2025, come già è successo anche tante (troppe) altre volte, il Torino getta al vento un’altra occasione per provare ad avvicinarsi alla zona Europa, per dare un senso al proprio campionato. Ancora una volta ha lasciato quella sensazione di incompiutezza che è quanto dà più fastidio al tifoso granata, stufo di non poter neppure sognare qualcosa in più della mediocrità. Con una vittoria contro l’Udinese la classifica oggi non sarebbe ancora quella sperata, ma certamente avrebbe un aspetto più interessante. E invece il Toro è sempre lì, nel limbo, lontano dalla zona retrocessione (almeno quello, solamente un mese non era affatto scontato), ma ancora troppo distante da quelle posizioni che garantiscono un pass per l’Europa. L’Udinese è una squadra certamente tosta, ieri era ben messa in campo, ma non ha dato l’impressione di essere insuperabile. Eppure ha vinto 2-1, eppure per questo Torino è risultata essere un ostacolo insormontabile.

Toro, le scelte di Baroni: nessun alibi tra assenze e panchine

E se è vero, come Baroni più volte ha ripetuto in questi mesi, che tutte le scelte di mercato sono state prese in pieno accordo con la società, allora le assenze non possono certo essere un alibi: né quelle per infortunio (Pedersen e Gineitis), né quelle per questioni legate a possibili partenze (Asllani è rimasto di nuovo in panchina, come a Verona). E ancora di più non possono esserle quelle dei giocatori fuori per scelta tecnica: Sazonov, Biraghi e Nkounkou erano stati tutti regolarmente convocati, ma ieri non erano neppure in panchina. Baroni ha riconfermato Ilkhan in cabina di regia, Aboukhlal sulla fascia sinistra con Lazaro a destra e ha lanciato dal primo minuto Casadei e Njie, i due giocatori che avevano chiuso la partita contro il Verona con i loro gol: il primo ha sostituto Gineitis nel ruolo di mezzala sinistra, il secondo ha affiancato Simeone in attacco. Proprio lo svedese in avvio è stato ben chiuso da Kamara al limite dell’area, al 18’ è stato poi annullato il gol del vantaggio ospite: da azione d’angolo Kabasele aveva spedito il pallone nella porta granata, dopo un’uscita errata di Paleari (ieri sera non in partita). L’assistente ha segnalato il fuorigioco, in realtà la posizione del difensore friulano era regolare, ma il gol non è stato comunque assegnato perché il pallone gli è rimbalzato sul braccio. L’Udinese ha poi avuto altre due importanti occasioni prima dell’intervallo: la prima con Zaniolo, che ha sparato addosso a Paleari dal centro dell’area di rigore, la seconda, nata in maniera casuale, con un pallone rinviato dal portiere granata addosso a Davis che è terminato sul fondo. E il Torino? L’unica vera occasione l’ha avuta Casadei, di testa, ma Okoye è stato bravo a respingere.

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