La pista che porta a Ivan Juric continua a essere molto chiacchierata nel mondo del mercato, non c’è il minimo dubbio, ma adesso va registrato anche un crescendo di indiscrezioni che conduce all’ex commissario tecnico della nazionale italiana Rino Gattuso, che da anni gode della stima di Urbano Cairo. Non a caso il presidente lo voleva già nel 2023, quando sembrava che Juric chiedesse la risoluzione del contratto (invece poi Ivan decise di restare). Con il supporto dell’ex dt Vagnati, Cairo aveva ripensato a Gattuso nel 2024, salvo dover poi ripiegare (così la visse il presidente) su Paolo Vanoli. E, in tutto questo, brillano pure, ma per ambiguità, le nuove dichiarazioni proprio di Cairo su Roberto D’Aversa. Brillano per ambiguità, come brillavano per lo stesso motivo le dichiarazioni presidenziali di tre settimane fa, dopo la vittoria sul Verona. Parole sostanzialmente simili a quelle di ieri, diffuse da Roma a margine della presentazione della tappa conclusiva del prossimo Giro d’Italia. «Della possibile conferma di D’Aversa sto parlando con Petrachi. Siamo contenti di lui, ma non è stata ancora presa una decisione», diceva Cairo l’11 aprile.
"De Rossi sta facendo bene ma..."
Ieri, manco a dirlo, tutto è nato dalle domande dei cronisti su Daniele De Rossi: giacché DDR è uno degli allenatori più apprezzati da Cairo, si sa, e il presidente avrebbe voluto e potuto portarlo al Torino, a cavallo tra settembre e ottobre. Ma Baroni pareggiò a Roma contro la Lazio, sfiorando persino la vittoria, e Cairo lo confermò. L’intesa con De Rossi sarebbe poi evaporata nelle settimane successive con l’ingaggio dell’ex centrocampista della Roma da parte del Genoa. E in rossoblù DDR ha fatto indubbiamente bene, portando alla salvezza il Grifone ed entrando in fretta in splendida sintonia con la piazza. Tanto è vero che la sua permanenza a Genova non è in dubbio, al momento. Così, quando ieri i cronisti han chiesto a Cairo di De Rossi, sull’onda di voci emerse giorni fa, il presidente ha di nuovo risposto alla... sua maniera: «De Rossi sta facendo bene ed è una persona perbene. Lo conosco, mi piace come persona e come allenatore, ma non ho considerato oggi un’ipotesi De Rossi in quanto adesso abbiamo l’allenatore D’Aversa. Che stiamo valutando per una possibile permanenza. Vediamo se la cosa sarà possibile o meno. Ne parleremo con lui e con Petrachi per scegliere la soluzione migliore».
D'Aversa, nessun segnale dalla società
Dopo la salvezza aritmetica, l’ancora fresca rimonta contro l’Inter e la resurrezione della squadra granata, che invece con Baroni era crollata a 3 punti dalla B (per D’Aversa 4 vittorie e 2 pareggi in 8 partite, con una media punti da lotta per una Coppa europea), dopo questo e quell’altro, insomma, quello «stiamo valutando» presidenziale pronunciato tre settimane fa e di nuovo adesso non sembra esattamente un gran viatico, un gran segnale per l’attuale allenatore granata. Il quale, difatti, ha appena ammesso di non aver ricevuto segnali dalla società, quanto al prolungamento del contratto in scadenza. Poi, certo, nel prossimo mese D’Aversa può ancora conquistare il rinnovo, non va affatto escluso, anzi. E (ulteriori) buoni o addirittura ottimi risultati nelle prossime settimane (contro Udinese, Sassuolo, Cagliari e, manco a dirlo, Juventus) possono pure finire per “obbligare” Cairo a tenerlo, D’Aversa. Ma che senso ha, intanto, quella frase detta ieri da un patron come Cairo, tutto fuorché poco decisionista e poco accentratore? «Vediamo se la permanenza di D’Aversa sarà possibile o meno». Ohibò! E dire che proprio D’Aversa ancora di recente ammetteva: «Spero di far cambiare idea alla società», di conquistare cioè quel contratto pluriennale che a febbraio Cairo non volle concedergli.
L'ipotesi Gattuso
D’Aversa sarebbe ben felice di legarsi al Torino anche per il futuro: e tanto più dopo gli esoneri patiti negli ultimi anni e la retrocessione con l’Empoli nel 2025. Cairo e Petrachi hanno grossi dubbi, è evidente, è chiaro, lo han capito tutti. Da parecchie settimane su queste colonne si narra dei ripetuti colloqui tra Cairo e Juric, con (come argomento) il possibile ritorno del tecnico croato (un’ipotesi già coltivata dal presidente persino nell’ultima fase di Vanoli, prima di Baroni). Juric tornerebbe volentieri ad allenare il Torino: con Cairo ha costruito un buon rapporto, dopo i primi due anni di convivenza abbastanza tempestosi (in specie il primo). Al contrario, durante il terzo e ultimo anno in granata di Ivan erano emerse grosse frizioni con la tifoseria: e questo sì che sarebbe un rapporto da ricostruire. In tale scenario le indiscrezioni di mercato narrano ora di un crescendo di interesse di Cairo (e Petrachi) per Gattuso. E di contatti già in essere tra il ds e l’ex ct. I due sono in ottimi rapporti, come ottimi (è ben noto) sono i rapporti tra Gattuso e Cairo. Che, come ricordato all’inizio, aveva già trattato Gattuso nel 2023 e poi di nuovo nel ‘24. Ma, per una serie di motivi diversi, poi matrimonio non potè essere, nonostante la stima di Cairo per Rino. Adesso il presidente ha ripreso a corteggiare Gattuso. Però stavolta con il supporto di Petrachi, non di Vagnati.
