Claudio Sala: Ferrini ha giocato oltre quattrocento partite nel Torino. Un po’ di quello scudetto è anche suo, da collaboratore di Gigi Radice. Queste sono cose da Toro. Pecci: Io credo che nel Toro ci sia un filo invisibile che va da Ferruccio Novo a Valentino Mazzola, passa attraverso Pianelli, Meroni, Ferrini e finisce a Pulici: questi sono i nostri punti cardinali. Riguardo a Giorgio, io avrei preferito che sul campo ci fosse stato lui quel giorno a vincere il campionato, perché se lo meritava più di ogni altro. Io ho sostituito Bulgarelli a Bologna, De Sisti a Firenze e Ferrini a Torino. Un compito non facile, anzi. E Giorgio, quando sono arrivato, ha subito cercato di darmi una mano, è stato sempre dalla mia parte, lo ringrazierò sempre. Tuttosport: Patrizio Sala prima diceva che lui si trovava bene a ballare in campo. E al night con Pecci? Eraldo, ci racconti di quella volta a Roma? Pecci: Noi due andavamo a Roma, eravamo militari, andavamo giù, stavamo lì due giorni, poi tornavamo ad allenarci. Vedete? Non serve allenarsi molto per giocare… Noi non ci allenavamo mai. Io e Patroclo... perché Patrizio lo chiamavo così... dividevamo i soldi, mettevamo 10.000 lire per uno, 20.000 lire… E chi aveva la cassa pagava. Quella settimana lì la cassa l'avevo io. Allora, andiamo a Roma e andiamo al night. Arriva qualche bella ragazza, noi non eravamo abituati proprio, allora Pat dice “champagne”, “tartine”… A fine serata la cassa ce l’avevo io, infatti ci ho rimesso! Ma non voglio rinfacciargli niente... Insomma, andiamo in albergo, abbiamo la camera doppia, mi metto a dormire, ma vedo che lui non dorme, va avanti e indietro, continua a guardare giù dalla finestra. “Patrizio!”, lo chiamo. E lui: “Le ho dato 10 mila lire a quella lì, per il taxi”. Sperava che quella ragazza arrivasse... Al che gli dissi: “Vieni a dormire, che domenica abbiamo l’Inter”.
"Il torello in movimento di Radice"
Patrizio Sala: Con questi compagni mi sono divertito tanto, ho corso tanto, ma mi sono divertito. Claudio Sala: E ci credo! Hai vinto il campionato al primo anno, io ce ne ho messi otto! Patrizio Sala: Sei tu che mi hai voluto! Claudio Sala: Sì, vero, ma solo perché eri brianzolo come me. Patrizio Sala: No! Perché sapevi di vincere il campionato con me, altrimenti col cavolo che lo vincevi! Salvadori: Pat ed Eraldo non si allenavano mai, ce ne accorgevamo noi che non si allenavano mai. Vorrei raccontarvi del torello, l’esercizio. Una cosa spettacolare, è allenante ed è divertente per noi difensori abituati ad andare a caccia della palla, a caccia dell’uomo. Quando in mezzo al torello finiva invece qualcuno tipo Claudio Sala, Pulici, Graziani, tutti si impegnavano al massimo per non sbagliare. Ai Gemelli e al Poeta venivano gli occhi rossi, soprattutto a Ciccio. Poi noi accompagnavamo i tocchi numerandoli 1, 2, 3... E arrivare a 100 per noi era una grande soddisfazione. Per loro invece era una grande disfatta… Claudio Sala: Radice non riteneva il torello allenante, perché in effetti due stanno in mezzo, ma gli altri sono abbastanza fermi. A quel punto cosa si inventa? Di fare il torello in movimento, quindi di non stare tutti fermi in cerchio a centrocampo, ma di andare in giro a fare una specie di pressing. Questo era Gigi Radice. Un grandissimo allenatore visionario e precursore.
"Radice un innovatore"
Tuttosport: Eravate amici anche dei giocatori della Juve, a parte nella settimana del derby. Claudio Sala: Il rapporto era buono con Zoff, Scirea, Tardelli. Quando invece c’era Bettega, diventava un pochino più difficile. In Argentina nel ‘78 eravamo in sei granata. Argentina già qualificata, Italia già qualificata. Si gioca solo per vedere chi delle due squadre resterà a Buenos Aires. Chiaramente l'Argentina vuole restare. E quindi cosa fa? Mette la formazione titolare. Bearzot, che aveva pensato che gli avversari potessero mettere una formazione di ripiego, aveva detto o fatto capire che noi del Toro potevamo giocare tutti, quella volta. Poi vede che l'Argentina gioca con la squadra titolare e allora anche lui mette la formazione titolare. L'Italia vince 1-0, manda l'Argentina a giocare non so dove... E quindi neanche quella volta siamo riusciti ad avere spazio. Ne ha avuto un po’ Renato perché aveva fatto gol alla Francia. Io ho giocato due tempi, uno con l'Olanda e uno col Brasile, però sempre da subentrato. Mai stato titolare, perché noi eravamo considerati le riserve di quelli della Juve, purtroppo. Tuttosport: Le grandi intuizioni di Radice: Caporale libero, Salvadori terzino sinistro, Claudio Sala sulla fascia destra, Zaccarelli col dieci. Zaccarelli: Radice è stato un innovatore e tutto ciò che ha portato, l’ha portato sempre con autorevolezza, senza mai essere autoritario. Siamo andati anche in ritiro a Bardonecchia, nelle famose tre settimane in cui poi abbiamo realizzato il sorpasso sulla Juventus, accompagnati dalle mogli. Noi in un albergo e loro in un altro. Però alla sera si mangiava assieme. E anche tutto questo è stato copiato un po’ dagli olandesi, anche se loro avevano le mogli in camera, non come noi...

