"I ragazzi si sono comportati bene, non abbiamo tirato i remi in barca e sono orgoglioso. Il Cagliari deve ancora raggiungere l'obiettivo, noi vogliamo cancellare la brutta prestazione di Udine. Non ci saranno Ismajli e Anjorin, poi non farà parte dei convocati Tameze". Queste le parole di Roberto D'Aversa, intervenuto in conferenza stampa per fare il punto sulla trasferta di Cagliari valida per il penultimo appuntamento di campionato. Reduce dal successo interno sul Sassuolo, il Torino si presenta all'appuntamento con 44 punti che valgono il 12º posto in una classifica che non ha più nulla da raccontare. Dall'altra parte del campo, c'è ora il Cagliari di Fabio Pisacane, chiamato a rientrare dalla Unipol Domus con la certezza matematica della salvezza. L'agenda dei granata mette poi in programma il deby della Mole, previsto per le ore 15 di domenica 24. Così il tecnico del Toro: "Bello ricordare oggi lo scudetto del '76, i giocatori hanno reso orgogliosi i tifosi. Noi non dobbiamo avere distrazioni, pensiamo solo al Cagliari. Là si gioca contro una regione intera, dovremo farci trovare pronti sotto tutti gli aspetti. E loro devono ancora raggiungere l'obiettivo. Pensiamo solo al Cagliari. Le pressioni sono le solite, non ce ne sono altre".
D'Aversa: "Simeone tra i più bravi che ho allenato"
"Non dobbiamo farci distrarre da nulla, pensiamo solo che a Udine abbiamo fatto una prestazione sottotono e vogliamo dare valore all'ultima trasferta di questo campionato. La gara di domani è importantissima. Ho sempre dato suggerimenti, a volte si capiva. Ma spesso e volentieri avete indovinato la formazione: massimo rispetto per il Cagliari, quando deciderò la formazione la comunicherò ai ragazzi. Io valuto sempre tutto, anche la rifinitura di domattina a Cagliari. Simeone? Anche Zapata e Adams sono importanti. Il Cholito sta facendo molto bene e mi fa piacere, faccio un appunto: quando ho letto i nomi nella lista della Nazionale argentina, sono rimasto stupito di non vederlo. Non faccio polemica, ma me lo aspettavo in quella lista. Ho avuto Gervinho, Kulusevski, Cornelius e Inglese, anche loro hanno fatto grandi cose. Ma Simeone è tra i più bravi che ho allenato, lui ha tanta fame di fare bene e segnare. Fa sempre la scelta giusta, è un premio al suo modo di interpretare ogni singolo allenamento: faccio fatica a risparmiargli qualche minuto di allenamento, come Vlasic. Sta ottenendo tutto questo grazie al lavoro settimanale. Chi titolare tra Zapata e Adams? Più Duvan, per percorso e condizioni. Njie ha saltato un allenamento. Giocatori in prestito? Ho il focus su quest'ultima trasferta, ragiono solo sul campo e non sulle condizioni contrattuali dei giocatori".
D'Aversa: "Bacio sempre la foto di Radice"
"Chi mi dimostra che vuol fare parte della gara, non ragione su questi aspetti. Ci sono tanti giocatori in prestito o in scadenza, io ragiono sempre su chi ho a disposizione. Credo che l'allenatore debba fare questo, poi sul mercato ci penserà la società con i dirigenti. Prati? Per quanto mi riguarda non deve dimostrare. Deve dimostrare a se stesso di essere da Toro: quando l'ho chiamato in causa, si è sempre fatto trovare pronto. Nell'ultima gara ha fatto bene, l'ho sostituito per il giallo e anche perché pure Ilkhan meritava di giocare. Prati deve andare in campo con personalità: è bravo e dà equilibrio, deve fare uno step in più. Cosa mi rimane di questa esperienza? Non vedo altri club in Italia che possono avere manifestazioni del genere. Il 4 maggio è come una tragedia, ma che a distanza di anni ci si riporta tanto affetto...è un po' come vederla. Nella tragedia si è persa una squadra, ma non verranno mai dimenticati. Parlare di fortuna per una tragedia anche no, ma il Toro può vantare di quella squadra e di quella che oggi calcherà il campo e che ha vinto lo scudetto 50 anni. Quando esco dallo spogliatoio ho la foto di Gigi Radice, me lo bacio sempre: è stato mio allenatore a Monza ed è stato un secondo padre, una persona squisito. Ricordo anche il figlio Ruggero e la sua famiglia, ho un bel ricordo non solo per il professionista ma anche per lo spesso umano. Che è la cosa più importante".