TORINO - Nikola Vlasic segnò una splendida rete alla Juventus, un anno fa. Gennaio 2025: la rete del pareggio, dopo l’1 a 0 di Kenan Yildiz. La sua corsa a perdifiato verso la panchina, con le braccia larghe, e quell’abbraccio caloroso con Paolo Vanoli lasciarono il segno anche nella memoria. Vlasic sta dimostrando motivazioni superiori alla media. Nello spogliatoio granata si staglia da tempo, come Duvan Zapata. Non brilla soltanto in campo. È uno dei professionisti più seri e attaccati alla maglia, si trova bene a Torino, anche la sua famiglia, sua moglie. Il numero 10 sulle spalle e quella fascia indossata molte volte, tutte le volte in cui il capitano colombiano non è partito titolare, lo hanno arricchito e responsabilizzato. E in questa stagione l’avvicinarsi dei Mondiali ha ulteriormente lucidato le sue motivazioni. Per il folletto croato, 8 reti e 3 assist-gol in 36 presenze in campionato. In aggiunta, un gol e 2 assist in Coppa Italia, in 4 incontri. Non ha mai vissuto una stagione così brillante, al massimo era arrivato a 5 reti in A: l’anno scorso e nella sua prima stagione in granata, nel 2022-2023.
ll valore di Vlasic
Ma non è soltanto con i parametri delle reti e dei passaggi vincenti che si può battezzare il suo rendimento: contano anche la personalità dimostrata di volta in volta, lo spirito di sacrificio, l’impegno, il potere trascinante nei confronti dei compagni, l’impegno sul prato anche nella doppia fase, nel recupero dei palloni, nei tackle. Una corsa in più in difesa, non solo un’invenzione in più in fase offensiva. Tutto questo testimonia il valore, la statura e la serietà del giocatore. Non poco, in un Torino solitamente sbrindellato in estate, senza maestri o quasi tra campo e società, non scevro ma quasi di esempi viventi di alto livello sportivo, granata e granitico. In un Toro povero di identità, dominato da un uomo solo al comando e soggetto agli influssi del cairismo, non solo ai suoi effetti diretti, la figura di Vlasic si erge, rappresenta un’ancora cui attaccarsi, un esempio, un piccolo simbolo. Ciò che rimane, insomma. E, va detto, Gianluca Petrachi ha già mandato più messaggi al giocatore, non ne ha parlato solo con il presidente. Anche Cairo, quando ha avuto modo, ha destinato per Vlasic parole di fiducia, di positività. Vivaddio, su Vlasic e attorno a Vlasic occorrerebbe ripartire, impostare il futuro! Su di lui e su quegli altri giocatori che hanno dimostrato di meritare, che hanno più e meglio combattuto durante la stagione, che hanno palesato doti anche morali, caratteriali.
