Torino, si lavora al post D'Aversa: Abate pallino di Cairo, summit per Aquilani

L'ex terzino, in uscita dalla Juve Stabia, è un pallino del patron granata. Che però vuole parlare anche con l’allenatore del Catanzaro: piace a Petrachi

Almeno a parole si è preso altri giorni di tempo, nella ricerca del suo uomo ideale. Cairo: non Diogene di Sinope, detto il Cinico. Cairo, in un tempo preistorico detto papa Urbano, cerca il diciannovesimo allenatore diverso dei suoi 21 anni di gestione, non proprio una quisquilia. Marco Baroni è stato il diciassettesimo, Roberto D’Aversa il diciottesimo. E Paolo Vanoli il sedicesimo, appena l’altro ieri: stagione 2024-2025. Il presidente non vuole prolungare il contratto a D’Aversa: anche ieri sera lo ha elogiato dal palco di Dogliani, ma insiste a tenerlo a bagnomaria, in standby. Gianluca Petrachi vuole cambiare, lo ripeteva a Cairo già diverse settimane fa e il presidente era assolutamente in linea: vedi le numerose chiacchiere e gli incontri ormai datati con Ivan Juric, ma soprattutto con Rino Gattuso, con tanto di offerta economica, peraltro bocciata dall’ex ct perché decisamente troppo bassa. L’avrebbe poi accontentato con ben altre cifre Claudio Lotito. Urbano Cairo e Gianluca Petrachi considerano D’Aversa una sorta di paracadute, dal loro punto di vista. Il tecnico ha il contratto fino al 30 giugno e sin dalle trattative di febbraio per il suo ingaggio il presidente e il ds non gli hanno mai concesso speranze davvero concrete di prolungamento: neanche in caso di salvezza. E in questi giorni post derby la situazione è emersa in modo ancor più chiaro, se possibile. Era appena mercoledì quando Cairo e Petrachi incontravano Ignazio Abate, ex terzino del Torino nella stagione (cairota) 2008-2009. Summit positivo, si è spiegato dettagliatamente nei giorni scorsi. Il tecnico in uscita dalla Juve Stabia (società in amministrazione giudiziaria da ottobre e ora persino a rischio sparizione, se entro il 16 giugno non riuscirà a trovare nuovi proprietari e a iscriversi in Serie B) è un pallino specifico di Cairo. Che ha seguito l’Abate allenatore nel suo percorso brillante nel vivaio del Milan e poi nella sempre più sorprendente ascesa successiva (la B sfiorata con una Ternana già in grande difficoltà, ora fallita, e la A accarezzata con la Juve Stabia sino alle semifinali playoff, lanciando anche il talentuoso esterno granata Alessio Cacciamani, destinato ora a giocare nel Torino, post prestito a Castellammare).

Summit per Aquilani

La risoluzione consensuale del contratto di Abate con la Juve Stabia, in scadenza nel 2027, è dietro l’angolo. Il tecnico è in pole per il Torino, lo si scrive da due giorni e tocca ribadirlo (“Al 50% ho già deciso”: ieri sera Cairo ha voluto nascondersi dietro a una mano, se non a un dito). Petrachi ha insistito a caldeggiare anche il ruolo, il profilo di Alberto Aquilani, che ieri sera si è giocato sino all’ultimo la promozione in A con il Catanzaro, nel ritorno della finale playoff contro il Monza. Incuriosito, coinvolto, consigliato, con prudenza e riflessività Cairo intende avere un incontro anche con Aquilani, adesso che potrà, a playoff terminati. E pure Aquilani ha un contratto sino al 2027. Ma su di lui c’è il Sassuolo, in prima battuta. L’ex centrocampista della Roma, dell’ad neroverde Giovanni Carnevali e di diverse altre squadre, tra cui lo stesso Sassuolo, è la prima scelta dell’ad neroverde Giovanni Carnevali. Che poi, come ben si sa, considera proprio Abate quale alternativa sicuramente interessante, stimata. E anche Carnevali ha già incontrato l’allenatore della Juve Stabia. Nei prossimi giorni Cairo concluderà la sua ricerca dell’uomo, senza lanternini in mano come Diogene, ma soppesando anche i consigli di Petrachi e Gian Piero Ventura. Occhio pure alle manovre del Sassuolo, ordunque: nei prossimi giorni Aquilani avrà ben più di un appuntamento...

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Torino