Contratto biennale e mercato: le sfide del nuovo Torino
Il ds ha chiarito meglio le proprie posizioni, mentre Abate ha potuto finalmente esprimere anche a Petrachi (dopo che lo aveva già fatto con Cairo, a suo tempo) le sue grandi motivazioni davanti alla possibilità di allenare il Torino (l’alternativa concreta, per lui, era dire sì al Modena, piazza ambiziosa decisa a puntare alla promozione in A). Confermato il biennale: come preannunciato il 4 giugno in esclusiva, il club granata aveva pronto tanto per Aquilani quanto per Abate un contratto di 2 anni da circa 800 mila euro netti a stagione, più bonus in caso di Europa (un miraggio, a oggi...). Ci domandiamo ora se Cairo e Petrachi sapranno dare ad Abate i rinforzi giusti in ogni reparto, per tempo e con scelte coerenti: e finora, in tutti questi anni, tra rinvii e promesse non mantenute... Di certo il fiore all’occhiello delle prossime settimane non potrà essere solo il giovane esterno offensivo Alessio Cacciamani, lanciato proprio da Abate in prestito alla Juve Stabia, dal luglio in prima squadra nel Toro. Vediamo anche se riusciranno a non vendergli Simeone e Vlasic... Abate potrà optare per il 3-5-2 e per il 3-4-2-1, se non gli smonteranno il giocattolo.
