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Verona, Borini: "In campo muoio ogni volta, il Milan lo faceva di meno"

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Il nuovo giocatore gialloblù: "Juric mi è sembrato bravo e diretto nel trasmettere i suoi concetti. Non racconta il calcio, vive di calcio: io sono simile a lui. In rossonero ho fatto l'operaio, sentivo bisogno di tornare a fare l'attaccante"

Verona, Borini:
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mercoledì 22 gennaio 2020

VERONA - Fabio Borini, dopo aver bagnato con il gol al Bologna il suo esordio con la maglia del Verona, non si vuole certo fermare. Ecco le parole dell'ex Milan alla stampa nella sua conferenza di presentazione: "Continuo a pensare che venire qui sia stata una scelta coraggiosa, ma non individualmente. So quello che posso dare a questa squadra, quindi è coraggiosa fino a un certo punto. Da come mi ha descritto il mister ho le caratteristiche perfette per quello che vuole. L'impatto è stato emozionante e positivo, sognavo di fare un esordio così. Se voglio aprire un ciclo? Non c'è tempo per riflettere, dobbiamo pensare di partita in partita. Il contratto di sei mesi è stimolante per tutti, è una dimostrazione che non me ne sto con le mani in mano". Il Verona di Juric gioca a ritmi molto sostenuti, e Borini che ha giocato in Premier League lo certifica: "Cè molto del calcio inglese. Il mister mi ha descritto questa cosa prima di venire qua, il gioco è intenso in entrambe le fasi. È una mentalità idonea a quella che ho io e ti fa divertire".

Il classe 1991 arriva da sei mesi di naftalina: "Posso avere una mia idea, ma non sono io che devo dare la risposta. C'è disponibilità da parte mia a giocare in diversi ruoli, al Milan ho fatto sette posizioni su undici con la stessa mentalità. Le mie caratteristiche erano così al Milan e sono così a Verona, voglio vincere sempre. Il gol a Bologna è stato bello, ho preso la palla perché volevo vincere la partita". Sulla trattativa che lo ha portato in Veneto: "C'erano molte squadre, con il mio agente avevo deciso di prediligere l'aspetto tattico. Sentivo bisogno di tornare a fare quello che so fare meglio, ossia giocare da attaccante e aiutare la squadra. Venivo sfruttato come operaio, ma sono anche altro". Sulla sua condizione fisica: "Mi sono sempre allenato al massimo per quelle che sono le mie possibilità fisiche, vado sempre forte pur non scendendo in campo, perché mi immagino di giocare ogni domenica. Qui i ritmi sono diversi, io giocherei anche con una gamba rotta. Il mister mi è sembrato bravo e diretto nel trasmettere i suoi concetti. Non racconta il calcio, vive di calcio. Io sono simile, vivo delle emozioni che mi dà il campo. Mi ha impressionato la disponibilità di tutti i giocatori, che giochino poco o tanto. in altre squadre l'ho visto raramente, forse solo al Chelsea con Ancelotti, che è un allenatore umano": L'attaccante racconta poi un aneddoto simpatico: "La mattina dopo la partita di andata contro il Verona è nata mia figlia. Forse era un segnale umano. La mia felicità per la nascita di mia figlia è nata qua a Verona". Borini conclude parlando dei problemi del Milan: "Al Milan ci sono tante cose che vanno e altre che non vanno. Prima di andare via ho parlato con Massara e abbiamo concordato che fare tanti ruoli non sia stato positivo per me. Io muoio ogni volta che vado in campo, forse il Milan lo faceva di meno".

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