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Verona, Rrahmani: "Contro la Juve miglior partita in stagione"

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Il centrale kosovaro: "Potevo giocare la Champions con la Dinamo Zagabria, ma senza il Verona non avrei conquistato il Napoli. Il numero 13? Qualcuno crede che porti sfortuna, io voglio dimostrare il contrario"

Verona, Rrahmani:
© /Agenzia Aldo Liverani S.a.s.
martedì 5 maggio 2020

VERONA - Sul canale ufficiale del Verona, Amir Rrahmani - difensore acquistato a gennaio dal Napoli ma lasciato in prestito ai veneti fino a giugno - ha raccontato la sua prima stagione in Serie A: "Abbiamo fatto oggi i tamponi: ho rivisto anche Pessina, mi era mancato molto. Da ieri abbiamo ricominciato un po' a vivere la nostra vita, com'era prima. Allenamenti individuali? Sappiamo tutti che è diverso rispetto ad allenarsi con la squadra. È più difficile, mancano le motivazioni. La Serie A? Era una nuova esperienza, e penso di essermela cavata bene. Ho dato il massimo, penso sia questo il mio segreto. Da piccolo guardavo il campionato italiano da piccolo. Quando sei più giovane ti sembra difficilissima, ma quando ti senti pronto non è così complicato". Sulle differenze tra i tifosi gialloblù e quelli della Dinamo Zagabria, il suo ultimo club: "I tifosi dell'Hellas hanno sperimentato la Serie B, mentre la Dinamo vince spesso il campionato. Ma entrambe le tifoserie sono molto calde. Quando giocammo in Europa League lo stadio era stracolmo, così come in Champions. A Zagabria è così". Sul trasferimento in azzurro: "Quando il Napoli ha manifestato il suo interesse ho parlato con il mister e il ds D'Amico, che mi hanno chiesto di restare concentrato sulla squadra. Io ho dato garanzie, voglio sempre dare il massimo".

Il Verona di Juric ha colpito tutti gli addetti ai lavori, e Rrahmani elenca le caratteristiche migliori della rosa: "Al primo posto metto il gruppo: non pensiamo agli interessi personali, ma al collettivo. Poi il lavoro: abbiamo sempre fatto allenamenti duri, in ritiro e durante la settimana. E infine l'unione con i tifosi, anche quando perdiamo ci fanno sentire il loro appoggio. La miglior prestazione di squadra? Direi quella con la Juve e il secondo tempo contro il Torino. La mia partita migliore? Non saprei rispondere, sinceramente. Quella con l'Udinese in casa, forse. O le sfide contro Genoa e Sassuolo. I miei obiettivi col Verona, se giochiamo, sono fare punti e provare ad andare in Europa. Ma la cosa più importante è dare il massimo. I duelli aerei sono un punto di forza, faccio fatica a pensare ad un difetto. Forse devo migliorare un po' la mia esplosività. I difensori più forti in A sono Kumbulla, Gunter e Bocchetti (ride, ndr)".

"Ronaldo miglior attaccante in A con Boga e Gervinho"

"Sono tifoso dell'Arsenal, Thomas Vermaelen era il mio preferito. Era un giocatore speciale: pensavo potesse fare qualcosa in più, ma ha avuto molta sfortuna. Dopo il passaggio al Barcellona si è un po' fermato, ma mi è sempre piaciuto. Aveva capacità da leader che non tutti hanno. I migliori attaccanti in A? Ronaldo, Gervinho e Boga. Non saranno i più forti, ma sono quelli che mi hanno messo più in difficoltà: veloci e troppo forti tecnicamente. Di Boga ho visto anche qualche partita al Chelsea, è veramente difficile da marcare". I tifosi lo apprezzano e molto: "Su di me ho sentito solo belle parole: dicono che sono forte, poi hanno iniziato a chiamarmi 'muro'. Il numero 13? Negli ultimi cinque anni ho sempre indossato quel numero, anche in nazionale. Qualcuno crede che porti sfortuna, io voglio dimostrare il contrario". Rrahmani conclude così:  "Fossi restato alla Dinamo avrei giocato in Champions, ma il campionato croato è di livello inferiore rispetto alla Serie A. Poi non avrei potuto firmare con una squadra con il Napoli: fossi rimasto in Croazia sarebbe stato tutto più difficile".

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