Verona, Juric: "Non sono deluso dal mercato, ma sono realista"

L'allenatore gialloblù: "Dobbiamo prendere 15 giocatori. Noi ci crediamo nei nuovi arrivi, ma se prendi giocatori di livello è diverso. Parma? Veloso non ci sarà, in attacco gioca Favilli. Ho il dubbio Lazovic titolare"

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VERONA - L'allenatore del Verona Ivan Juric ha in testa solo il Parma: domenica infatti la sua squadra affronterà al Tardini la formazione di D'Aversa, con lo scopo di proseguire nella striscia positiva. "Possiamo arrivare alla sosta per le nazionali a punteggio pieno, ma dobbiamo ancora fare tanto. Siamo contenti, ma ci è andata bene, bisogna essere onesti. Abbiamo vinto una gara a tavolino, domani anche se siamo ancora in emergenza sicuramente proveremo a vincere". I gialloblù hanno la rosa decimata, tra cessioni e infortuni: "Abbiamo dieci titolari, posso fare pochi cambi e in certi ruoli non ne posso fare. Mi aspettavo di meglio dal mercato, anche se è stato difficile per tutti. Non sono deluso. Sono realista, finora è stato un mercato molto difficile perché abbiamo perso tanti giocatori e ne dovevamo prenderne altrettanti. Dobbiamo dare fiducia agli ultimi arrivati: mi sono piaciute le loro recenti interviste, hanno voglia di dimostrare il loro valore. Situazione di Badu? Meglio parlarne con altri, non devo rispondere io".

"Veloso col Parma non ci sarà. Favilli gioca titolare"

"Veloso ha un problema e non ci sarà, Dawidowicz non riesce a stare bene e mi dispiace. Abbiamo preso Salcedo. Dietro siamo in tre, abbiamo qualche soluzione in più davanti. Lazovic sto pensando se farlo giocare da subito o a partita in corso . Devo decidere se iniziare con Dimarco, che sta facendo bene, o viceversa. In attacco gioca Favilli. Ha segnato con l'Udinese, anche se penso sia molto indietro. Deve crescere tanto, ma si è allenato bene". La campagna di rafforzamento del club non convince appieno Juric: "La mia idea era rafforzarci, come non lo so. Siamo una società diversa rispetto a tante altre, non abbiamo debiti e non ne facciamo. Altre società fanno cose diverse, si rafforzano anche se non sono a posto economicamente. D'Amico potrebbe spiegarvi meglio questo concetto. Io, da allenatore, vorrei che si facessero cose più sostanziose. Poi dipende da chi arriva, sappiamo che devono arrivare circa quindici giocatori. Noi ci crediamo in chi è arrivato, non sono stati acquistati a caso, ma se prendi giocatori di una certa caratura è diverso". In attacco i gialloblù hanno ancora bisogno di rinforzi: "Favilli è arrivato al posto di Stepinski. Mariusz è un ragazzo strepitoso, ma aveva bisogno di cambiare aria. Abbiamo perso Borini, e servivano molte cose per migliorare l'attacco. Adesso non abbiamo fatto quello che pensavo".

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Un approfondimento sugli avversari di domenica: "A Bologna il Parma non mi ha fatto una brutta impressione. Hanno cambiato allenatore, che vede il gioco in un altro modo. Lo scorso anno erano molto tosti e mi piacevano, contro il Bologna mi sembravano alla ricerca di un'identità. Anche noi abbiamo le nostre qualità, poi se giocano Barak, Favilli, Tameze, Cetin o Ilic è normale li debba conoscere meglio".

"Magari mi illudo sul ritorno di Pessina..."

Sul neo acquisto Vieira: "Ha qualità interessanti, fino a ora non si è espresso al massimo. Ha fatto due anni al Leeds e due alla Samp, per 22enne è tanta roba. È un buonissimo giocatore e può crescere ancora molto. La sensazione era che ci mancasse uno alla Amrabat, che ci desse un po' di forza. Vieira può coesistere con Tameze. Dimarco difensore? Solo in caso di emergenza. Giocheranno Cetin, Gunter e Lovato". Chiusura su Pessina e la possibilità che torni: "È un giocatore dell'Atalanta. Poi io magari mi faccio illusioni, perché ci ha dato tanto e gli sono affezionato. Ma è giusto che l'Atalanta faccia i suoi interessi. Non so quale sia la percentuale che torni da noi".

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