© Claudio Zamagni

Il Verona diventerà americano: contatti già avviati

Un fondo è interessato, vuole chiudere entro l’anno. Patron Setti è pronto a trattare: vorrebbe restare come socio, mantenendo poteri operativi

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Nicolò SchiraNicolò Schira

Pubblicato il 27.09.2023, 18:38

4 min

Nei prossimi mesi un altro club di A potrebbe diventare Made in Usa. Gli investitori americani, continuano a guardare con grande interesse al nostro calcio, tanto che entro fine anno anche il Verona potrebbe diventare a stelle e strisce. In caso di fumata bianca quello scaligero diventerebbe il sesto club della massima serie di proprietà americana dopo Fiorentina (Commisso), Roma (Friedkin), Milan (Cardinale), Genoa (holding 777 Partners), Atalanta (Pagliuca).

Insomma, la A va di moda tra gli imprenditori nordamericani. Una tendenza significativa e volta a espandersi. Non va dimenticato che appartengono agli americani pure gloriosi club di B (Parma, Pisa, Spezia e Venezia) e di C (Cesena e Spal). Il segnale lampante della direzione in cui sta andando il nostro calcio, dove i mecenati indigeni si contano sulle dita delle mani. Ma torniamo all’Hellas: da settimane un fondo statunitense ha messo gli occhi sulla società di Maurizio Setti, avviando i contatti per rilevarne le quote. L’intento è chiaro e ha già una prima deadline prevista per dicembre. Gli americani vorrebberoacquisire il Verona entro la fine del 2023 e sono pronti ad accelerare per arrivare al closing nelle prossime settimane.

Verona, l'esempio Atalanta

I contorni della trattativa sono, però, ancora da definire, in quanto Setti è disponibile all’ingresso di soci (anche di maggioranza…) all’interno della società, ma al tempo stesso non appare propenso a farsi da parte. Almeno non del tutto. Ecco perché il modello di business impostato per l’Atalanta (avversaria quest’oggi al Bentegodi in campionato) dalla famiglia Percassi con il fondo Bain Capital guidato da Steven Pagliuca incarna ciò che il proprietario dei gialloblù vorrebbe cooptare per l’Hellas. Il che gli permeerebbe di restare all’interno della nuova compagine sociale con un ruolo di spicco e soprattutto mantenendo una certa operatività. Quanto successo a Bergamo. Ma come funzionano le cose all’Atalanta? Nel febbraio 2022 la Dea è diventata americana, ma il patron Antonio Percassi, pur cedendo il 55% delle quote a una cordata di investitori statunitensi capeggiata da Pagliuca, ha mantenuto la presidenza ed è rimasto centrale nella vita del club, seppur con una quota di minoranza (45%).

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