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Frosinone in A: stavolta per restarci e stupire 

Alvini guida un gruppo solido e spettacolare, il più forte nella storia del club: se confermato può farsi valere anche con le big

Gianluca ScadutoGianluca Scaduto

Pubblicato il 10.05.2026, 06:30

4 min

Devo essere degno dei sogni dei miei tifosi, dichiarava il presidente Stirpe poco prima di riportare il Frosinone in A dopo due anni. Detto, fatto. Venerdì sera, in uno Stirpe affollato da 15.365 tifosi (la popolazione di Frosinone è intorno ai 43mila, dunque più di un terzo degli abitanti), il Leone ciociaro si è ripreso la A sotterrando il Mantova con un 5-0, quando per avere la A in tasca sarebbe bastato un pari. Ma doveva essere grande festa, alla faccia di chi a inizio stagione non scommetteva un euro bucato sul Frosinone: era quasi la stessa squadra che nella precedente stagione s’era salvata grazie all’aiutino del Brescia, cosa poteva fare? Andare in A, perché questo, a dispetto del pronostico, sognava Max Alvini, che grande rivincita per lui: veniva dai flop con Cosenza, Spezia e Cremonese, nessuno avrebbe puntato su di lui, tranne Stirpe, che ha portato la guida giusta per ripartire dopo un’annata difficile.

Una promozione meritata

Ed è promozione più che meritata: il Venezia ha chiuso primo perché era la più forte; ma è giusto che al 2° posto ci sia il Frosinone, perché è stata la squadra più bella da vedersi. Con quel 4-3-3 di Alvini che si trasforma in 4-2-3-1, inserendo una mezzala (di solito Koutsoupias) nella batteria dei trequartisti. Un trionfo che laurea Alvini - tecnico di sconfinata gavetta e non di fama - come uno degli allenatori più da tener d’occhio. Alvini che dai colleghi è considerato un maestro ma mancava l’impresa che lo certificasse. E attenzione: calcio champagne, certo, ma anche tanta solidità difensiva, il Frosinone ha chiuso il campionato con meno sconfitte di tutti, appena tre. E adesso, questo bel giocattolo meriterebbe di salire in blocco in A. Ma non sarà semplice trattenere i gioielli più preziosi. Soprattutto il franco-algerino Ghedjemis, incontenibile ala destra che al Mantova ha segnato il suo 15° gol in campionato.

Ghedjemis nel mirino di club europei

Da tempo è nel mirino di club europei, l’ultimo a farsi sotto è stato il Wolverhampton, appena retrocesso nella B inglese. Ma finora sono arrivate offerte respingibili, chissà che alla fine Ghedjemis nella prossima annata sia ancora nella squadra che l’ha fatto grande. Per non parlare di Bracaglia, il difensore-terzino nato a Frosinone che veniva al mondo più o meno quando Stirpe prendeva il club, prodotto tangibile del suo ventennio abbondante di successi. Bracaglia che ha segnato in casa della Juve Stabia il gol del sorpasso sul Monza, quando pochi giorni prima Alvini - non ad minchiam - lo candidava per la Nazionale. Anche lui potrebbe restare, pure se le offerte dovrebbero fioccare. Però, l’obiettivo del Frosinone è quello di tenersi la A, che non sia la solita toccata e fuga delle precedenti ascese nella massima serie, datate 2015, 2018 e 2023. Tre anni fa, Grosso portava i ciociari in A con un campionato strepitoso. Ma Alvini ha fatto meglio, un punto in più di lui che aveva il record del club, e con una squadra in cui credevano in pochi, impresa che a Frosinone si ricorderà per decenni.

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