Boateng: "Galliani per portarmi a Monza mi dedicava canzoni"

L'attaccante brianzolo: "E' stato emozionante ritrovare Nesta da avversario, è un allenatore troppo figo. Maradona? Ha influenzato e influenzerà per sempre le nostre vite. Io tecnico in futuro? Non credo, sono troppo poco paziente"

Boateng: "Galliani per portarmi a Monza mi dedicava canzoni"© © Roberto Garavaglia/ag. Aldo Liverani sas

MONZA - Kevin-Prince Boateng, in una lunga chiacchierata ai microfoni ufficiali della Serie B, ha fatto il punto sui suoi primi mesi con la maglia del Monza, a cominciare dalla sfida pareggiata ieri col Vicenza: “Non sono contento perché ieri non abbiamo vinto. Noi vogliamo sempre fare bene e giochiamo sempre per vincere”. Adriano Galliani ha voluto fortemente l'arrivo dell'ex Milan: “Mi chiamava ogni giorno, mi dedicava le canzoni. Mi ha corteggiato, sa come sono fatto, sa che sono un uomo di cuore e mi ha convinto. La B non è facile per nessuno. Non ci sono partite facili e non ci sono risultati scontati. Poi contro il Monza tutti fanno la partita della vita, sanno che abbiamo qualità e ci vogliono rendere difficile la vita”. Sulla panchina biancorossa Boateng ha ritrovato un ex avversario come Christian Brocchi: “Non è una cosa insolita, ci siamo affrontati ma per me è il mister e così lo chiamo. Il rispetto viene prima di tutto”. Mentre nella sfida col Frosinone Prince ha potuto salutare Sandro Nesta, ex compagno al Milan: “Con lui è stato speciale. Per me è un allenatore troppo figo, è stato emozionante ritrovarlo”. Nella carriera del talentuoso tedesco-ghanese alcuni episodi sono indimenticabili: "Il mio gol al Barcellona col Milan? In Catalogna se lo ricordavano bene, quando sono andato lì nel video della mia presentazione lo hanno messo, con la speranza di farli gioire più di quanto li avessi fatti piangere… Las Palmas? Un momento in cui mi serviva una pausa per ricaricare le pile”.

"Colpani ha qualità, ma deve crescere"

Boateng parla poi del ritorno in Italia: "Qui si sta bene, non solo per il cibo. Mi dispiace non aver visto Monza con la gente in giro, non aver visto i tanti tifosi allo stadio. Purtroppo questa situazione ci ha fatto perdere il rapporto con la quotidianità ma speriamo possa passare presto”. Il giocatore si emoziona parlando di suo figlio Maddox, che ha seguitò il papàdurante gli allenamenti: “Per l’età che ha è più forte di me. Io all’età sua non calciavo così bene. Per me può scegliere la vita che vuole, può fare quello che vuole ma si sveglia già con la palla e ha sempre quello in testa”. Tra i suoi compagni di squadra, Boateng ne indica uno: “Colpani ha tanta qualità, ma deve crescere in fretta visto che nel calcio di oggi si tende a non aspettare troppo i giovani. Ma le capacità le ha tutte, ma in generale tutti i miei compagni sono fortissimi”.

"Maradona numero 1 in campo e ancor più fenomenale fuori"

"La musica è una passione, una cosa che volevo provare, ma non diventerà un lavoro. I miei difetti? Sono poco paziente. Non so aspettare, infatti non potrei fare l’allenatore per questo. Se la mia squadra andasse male nei primi 20 minuti finirei i cambi a disposizione”. Prince ricorda poi Diego Armando Maradona: “Ho letto una frase che per me è emblematica. Non dobbiamo pensare a cosa ha fatto Maradona per se stesso ma cosa ha fatto per gli altri. Ha fatto tanto. E’ stato il numero uno in campo ma è stato ancor di più fenomenale fuori. Perché non ho mai sentito un compagno lamentarsi, ho sempre avuto notizie di gesti fuori dal comune. Si è parlato tanto di lui, nel bene e nel male, ma noi dobbiamo ricordare come abbia influenzato le nostre vite, e lo ha fatto e lo farà sempre”.

"Rakitic il mio compagno di squadra preferito"

Le domande dei tifosi divertono l'ex milanista: "Mio compagno di squadra preferito? Ho girato tante squadre, è uno dei pro e dei contro di questo sport. Diciamo che ho legato quasi sempre con tutti ma quello con cui mi sono trovato meglio è forse Rakitic. Perché quando segno non faccio più capriole? L’ultima volta che l’ho fatta ero al Be?ikta? e ho capito che forse era meglio smettere. Adesso festeggio mimando la M di mio figlio”. Boateng conclude parlando di temi importanti: "Quando smetterò proverò ad aiutare gli altri calciatori, per evitare che commettano gli errori che ho commesso io. Non so quale possa essere il ruolo, se procuratore, agente, non lo so. So che voglio dare una mano agli altri. La lotta al razzismo? Non si finisce mai, non si va mai a dormire in quella sfida perchè c’è tanto da fare per rendere questo mondo un po’ migliore”.

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