Petagna, è già Fantacalcio 2026/27. Fuori i nomi: “Loro due in Serie A vi sorprenderanno”

L’intervista all’attaccante del Monza: “Avevamo un credito con il brutto campionato precedente e abbiamo fatto di tutto per riscuoterlo”

Il bomber del Monza, Andrea Petagna, una storia di rivalsa e di rivincita. Ritrovata la serenità a casa e la forma migliore in campo, ha contribuito in modo deciso alla promozione segnando più gol di tutti.

Una soddisfazione in più o ti spiace avere mancato la doppia cifra? «Certo che mi rode! Solo per un gol. Con il Catanzaro potevo fare il decimo, poi quest’anno ho preso anche quattro pali e non ho calciato rigori. Ma direi che è andata bene lo stesso».

Quando hai capito che poteva essere la stagione della rinascita tua e del Monza? «Ci ho creduto da subito. Durante il ritiro, quando a pranzo parlavo con i miei compagni storici, Pessina, Birindelli, Ciurria, Colpani, ci dicevamo sempre che se fossimo rimasti tutti sarebbe stato impossibile non vincere. Avevamo un credito per il brutto campionato dell’anno prima e abbiamo fatto di tutto per riscuoterlo».

Come avete vissuto un anno così particolare, dopo la retrocessione, con il cambio di proprietà ed un campionato che si è rivelato molto competitivo? «Non è stato facile, qualcuno non aveva fatto la B o ne aveva fatta poca e ci siamo dovuti adeguare velocemente. Io personalmente mi sono divertito perché abbiamo sempre giocato per vincere. Sul cambio di proprietà, devo dire che non abbiamo notato la differenza: sono stati impeccabili».

Petagna e la gioia della A col Monza: "Dobbiamo prepararci"

Dopo la sconfitta di Mantova che ha allontanato la Serie A, cosa hai pensato? «È stata la delusione più forte, ci siamo arrivati con troppa pressione. Poi quand’è finita la partita Obiang ha mandato un bellissimo messaggio sul gruppo della squadra e ci ha ridato la carica. Penso che ai playoff si sia visto quanto volevamo questa promozione».  
 

È il primo titolo tra i professionisti, che emozione ti ha dato? «Bello vincere. In carriera avevo giocato solo la finale di Supercoppa con il Napoli e, certo, raggiunto tanti traguardi di squadra, ma alzare una coppa è troppo emozionante». 
 
Tu che conosci la A benissimo, quali sono le prospettive? Cosa dovete aspettarvi? «Un campionato di livello superiore, basti pensare alle neo promosse che già sono squadre fortissime e si rinforzeranno pure. E poi un torneo ancora più fisico della B. Dovremmo preparaci bene e cercare di sfruttare la scia dell’entusiasmo positivo che si è creato nel gruppo e attorno a noi».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Monza

"Bakoune ha grandi possibilità. Cutrone come pochi"

Qual è il compagno che ti ha colpito di più quest’anno? «Il miglioramento che ha fatto Bakoune. Ha grandi possibilità fisiche e mentalità seria. Poi, l’energia che ha portato Cutrone. Patrick ha una dote unica: ho visto pochi allenarsi con questa voglia e questa intensità. Cose che poi riporta sempre in partita». 
 
Di campioni ne hai visti e affrontati tanti in carriera, vedi in rosa qualche giovane con prospettive di altissimo livello? «Ho già parlato di Bakoune e certamente devo dire che Colombo è un bel giocatore. Lo vedo tutte le settimane da tre anni, ha avuto una crescita esagerata e ha disputato dei playoff fuori dall’ordinario».  
 
Invece chi si è scatenato di più alla festa? «Birindelli e Mota! Lanciavano i cori dal pullman scoperto come si fa in curva».

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Petagna, tra futuro al Monza e i tifosi: "Mi piacerebbe restare"

C’è qualcuno che ti ha mandato qualche messaggio particolare? «Quello che mi ha fatto più piacere è stato Tullio Gritti, il vice Gian Piero Gasperini. Eravamo insieme all’Atalanta e ancora condividiamo parecchio. Un grande».

Il tuo rapporto speciale con i tifosi? «Lo scorso anno non giocavo mai e mi prendevo lo stesso i fischi perché perdevamo sempre. Volevo riscattarmi e rosicavo, volevo dimostrare cosa potevo dare. In ritiro, alla presentazione della squadra, quasi mi vergognavo ad uscire sul palco ed invece i loro applausi mi hanno dato tanto coraggio. Quest’anno ho messo in campo tutta la rabbia che avevo e… i cori della curva sono diventati una conseguenza».  
 
Questione futuro: ti piacerebbe rimanere al Monza? «Ho ancora un anno di contratto, spero di poter rimanere e di giocarmela. Credo di aver contribuito per la promozione e mi piacerebbe continuare». 
 
Qual è il prossimo obiettivo di Andrea Petagna«Il primo è fare il 50° gol in Serie A perché sono a 49 da un po’. E poi la salvezza con il Monza».  

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Il bomber del Monza, Andrea Petagna, una storia di rivalsa e di rivincita. Ritrovata la serenità a casa e la forma migliore in campo, ha contribuito in modo deciso alla promozione segnando più gol di tutti.

Una soddisfazione in più o ti spiace avere mancato la doppia cifra? «Certo che mi rode! Solo per un gol. Con il Catanzaro potevo fare il decimo, poi quest’anno ho preso anche quattro pali e non ho calciato rigori. Ma direi che è andata bene lo stesso».

Quando hai capito che poteva essere la stagione della rinascita tua e del Monza? «Ci ho creduto da subito. Durante il ritiro, quando a pranzo parlavo con i miei compagni storici, Pessina, Birindelli, Ciurria, Colpani, ci dicevamo sempre che se fossimo rimasti tutti sarebbe stato impossibile non vincere. Avevamo un credito per il brutto campionato dell’anno prima e abbiamo fatto di tutto per riscuoterlo».

Come avete vissuto un anno così particolare, dopo la retrocessione, con il cambio di proprietà ed un campionato che si è rivelato molto competitivo? «Non è stato facile, qualcuno non aveva fatto la B o ne aveva fatta poca e ci siamo dovuti adeguare velocemente. Io personalmente mi sono divertito perché abbiamo sempre giocato per vincere. Sul cambio di proprietà, devo dire che non abbiamo notato la differenza: sono stati impeccabili».

Petagna e la gioia della A col Monza: "Dobbiamo prepararci"

Dopo la sconfitta di Mantova che ha allontanato la Serie A, cosa hai pensato? «È stata la delusione più forte, ci siamo arrivati con troppa pressione. Poi quand’è finita la partita Obiang ha mandato un bellissimo messaggio sul gruppo della squadra e ci ha ridato la carica. Penso che ai playoff si sia visto quanto volevamo questa promozione».  
 

È il primo titolo tra i professionisti, che emozione ti ha dato? «Bello vincere. In carriera avevo giocato solo la finale di Supercoppa con il Napoli e, certo, raggiunto tanti traguardi di squadra, ma alzare una coppa è troppo emozionante». 
 
Tu che conosci la A benissimo, quali sono le prospettive? Cosa dovete aspettarvi? «Un campionato di livello superiore, basti pensare alle neo promosse che già sono squadre fortissime e si rinforzeranno pure. E poi un torneo ancora più fisico della B. Dovremmo preparaci bene e cercare di sfruttare la scia dell’entusiasmo positivo che si è creato nel gruppo e attorno a noi».

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Petagna, è già Fantacalcio 2026/27. Fuori i nomi: “Loro due in Serie A vi sorprenderanno”
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