Palermo, serve un cambio di passo

La squadra di Corini potrebbe ancora dare l'assalto ai playoff, che distano solo 2 punti. Ma non vince da 4 partite e serve la svolta già dalla sfida di Como del 1° Maggio
Palermo, serve un cambio di passo© LAPRESSE

TORINO - Il Palermo rischia di non fare i playoff. Lo dice la classifica ma soprattutto ne parla la dirigenza che per tutta la stagione ha tenuto un profilo basso, ribadito anche in vista del rush finale. Alla vigilia dell’ultima uscita, il deludente 1-1 interno contro il Benevento fanalino di coda,, col quale s’è persa la possibilità di riagganciare la zona playoff, si ripeteva da parte del club che l’obiettivo per questa stagione è quello di consolidarsi nella categoria, per provare a dare l’assalto alla A ci sarà tutto il tempo dalla prossima annata. Ma larga parte della tifoseria siciliana non è dello stesso avviso. Il ritorno in B a soli tre anni dall’esclusione dal professionismo aveva portato a inizio stagione un patrimonio d’entusiasmo che la squadra di Corini ha saputo cavalcare solo in parte. La neo proprietà del Football City Group ha fatto, la scorsa estate e a gennaio, investimenti importanti, con nomi di peso per la B, coi quali era lecito sperare nel piazzamento playoff. Poi è chiaro, un po’ di prudenza non guasta mai, specie in una B dove ai nastri di partenza c’erano almeno 12 squadre più o meno accreditate per la promozione diretta o attraverso i playoff, normale che qualcuno alla fine stecchi. Tuttavia, per gli acquisti fatti, era lecito attendersi qualcosa di più: per dire, oggi il Palermo ha gli stessi punti del Modena, squadra che a inizio stagione godeva di un credito inferiore. La zona playoff dista solo due punti e sarebbe ancora scalabile. Il problema è che la squadra di Corini ha perso il passo giusto per raggiungerli. Il 17 marzo conquistava un bel 5-2 sul Modena, con gli acquisti di gennaio in grande spolvero e che pareva potessero fare la differenza per il finale di stagione. Sembrava che i rosanero, con quel risultato, avessero lanciato la volata per i playoff. E invece, nelle successive 4 partite sono arrivati solo 2 punti: prima del pari col Benevento di sabato scorso, c’era stato il ko di Venezia, il pari interno col Cosenza e la sconfitta di Parma. Forse chissà, in realtà il Palermo gioca a nascondino e qualche speranza playoff segretamente ancora la coltiva. Il calendario dei siciliani da qui alla fine dice: il 1° Maggio trasferta a Como (a -2 dal Palermo), poi gara interna con la Spal, alla disperata ricerca di punti salvezza, quindi trasferta a Cagliari (che forse dovrà sudare fino all’ultimo per garantirsi i playoff) e chiusura al Barbera col Brescia (sarà ancora in lizza per la salvezza all’ultima giornata?). Gare impegnative ma nulla di proibitivo, se prese col piglio giusto. Ma proprio qui sta il punto: troppe volte il Palermo non ha mostrato di averlo. In una stagione record per numero di esoneri, Corini ha mantenuto il suo posto senza mai essere messo in discussione, anche nei momenti più difficili non ha mai rischiato veramente di perdere la panchina perché al Football City Group sugli allenatori non si ragiona come si fa in Italia. Nell’arco della stagione Corini ha cambiato parecchio tatticamente: partito col 4-3-3, sembrava aver trovato una quadratura col 3-5-2, modulo che però, in questo finale di stagione, sta un po’ mostrando la corda. Nel frattempo però, il grande credito che la squadra godeva fra la sua gente a inizio stagione è in larga parte evaporato, la tifoseria imputa a Corini forti responsabilità in quella che ha l’aria di essere una annata interlocutoria. Il tecnico ha ancora un anno di contratto e magari la prossima annata sarà quella buona. Ma se si chiude la stagione fuori dai playoff, la prima cosa da fare sarà riconquistare la carica di un pubblico unico che neanche un anno fa, con l’approdo in B attraverso i playoff della C, dava una spinta decisiva. Se ne riparlerà a bocce ferme, quando si tireranno le somme di un’annata che, nonostante tutto, può ancora portare buoni frutti. A volerli andare a cercare, però.

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