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Italia, Tonali: «Io nuovo Pirlo? Non temo i paragoni. Che feeling con Bernardeschi»
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Italia, Tonali: «Io nuovo Pirlo? Non temo i paragoni. Che feeling con Bernardeschi»

Nations League: il 18enne centrocampista del Brescia convocato per la prima volta in azzurro da Mancini, non sembra sentire la pressione: «Penso solo a giocare a calcio». Ha parlato anche Grifo: «Mi sento italiano al 100%»

martedì 13 novembre 2018

COVERCIANO - Giocare titolare in Serie B a 18 anni e con una maglia gloriosa come quella del Brescia sarebbe già un sogno per tanti aspiranti calciatori, ma Sandro Tonali non è uno che si accontenta e - appena sbarcato in Nazionale - si gode la sua prima convocazione nell'Italia di Roberto Mancini e risponde così a chi gli chiede se si sente il nuovo Pirlo come molti lo definiscono: «Non mi pesa il paragone con Pirlo - ha detto -, forse mi è pesato nel primo mese in cui ho giocato, la prima presenza che ho fatto da titolare ad Avellino, poi ho giocato quattro mesi in Primavera e dopo non ho sentito più niente. Ora non ci faccio più caso perché alla fine l'ho sentito già tante volte. Apprezzo sicuramente i complimenti e i paragoni però non penso molto a certe cose». Diversi club della Serie A e altri stranieri stanno intanto già mostrando interesse per il giovane talento delle Rondinelle che ricorda Pirlo sia per il ruolo in campo, sia per l'iniziale appartenenza al Brescia che per la capigliatura. «L'interesse per me di grandi club non mi mette pressione  - ha assicurato il centrocampista - anche perché non sono un tipo che guarda molto i giornali e la tv. So che ci sono speso osservatori per me a Brescia ma ci sono anche dei professionisti che fanno in modo che io non pensi a questo e solo a finire l'anno, giocare a calcio e ad arrivare a conquistare la Serie A con il Brescia». Poi il discorso passa all'ambiente trovato a Coverciano e alla sfida contro il Portogallo«Qui c'è un buon gruppo, sono tutti assolutamente dei professionisti. Mi sono trovato bene qui con Bernardeschi, è uno dei giocatori con cui ho parlato di più. L'impatto qui in azzurro è stato bellissimo, ero emozionatissimo però dopo il primo giorno ho cercato di mandare via tutto, di concentrarmi e di pensare solo a giocare a calcio. Credo che la partita contro il Portogallo sarà affrontata nel modo più giusto possibile. Il Portogallo è una squadra fortissima, bisogna affrontare la partita nel modo giusto e non facendo errori»

COME VERRATTI E CORINI - Pur sapendo che non sarà facile trovare posto in campo nella partita di sabato a Milano o nell'amichevole di martedì prossimo a Genk, in Belgio, contro gli Usa, Tonali ha garantito che «se dovessi essere chiamato in causa sicuramente mi farò trovare pronto: vengo qui non chiedendo di giocare per forza, ma se dovessi essere chiamato in causa, sarò pronto». Il centrocampista ha poi ringraziato Verratti che oggi gli ha fatto complimenti, sottolineando che «stiamo avendo un inizio di carriera quasi uguale visto che lui ricevette la prima convocazione quando giocava in Serie B senza averlo mai fatto ancora in Serie A», e ha dedicato la convocazione al suo allenatore nel Brescia, Eugenio Corini «perché, avendo avuto il mio stesso ruolo da giocatore, mi sta dando una grande mano dentro e fuori dal campo». Infine, il giovane azzurro ha confidato che questo ritiro con la Nazionale gli sarà di grande aiuto per il futuro «perché giocare con questi grandissimi professionisti di livello europeo è di insegnamento anche solo passandosi il pallone e devi prendere esempio da loro».

PARLA ANCHE GRIFO - Oltre a Tonali, l'altra novità azzurra è rappresentata da Vincenzo Grifo: «Essere a Coverciano con la Nazionale è una grande emozione - ha detto il 25enne esterno d'attacco dell'Hoffeneim -, per me è stato sempre un sogno. Mi sento italiano al 100%. Questi primi giorni sono stato benissimo e con me i compagni di squadra sono stati tutti bravi. Sono felice e ho molta voglia di lavorare. Sono nato in Germania - racconta Grifo - da genitori italiani, padre della provincia di Agrigento e madre della provincia di Lecce. In Germania ho fatto le scuole e ho iniziato a giocare a calcio. A 18 anni sono andato all'Hoffeneim e ho giocato le prime partite in Bundesliga. Poi in prestito a Francoforte, un anno perfetto. Quindi in Serie B col Friburgo con cui abbiamo vinto il campionato. Sono passato poi al Borussia Moenchenglabach, una grande società con una grande tradizione. Infine, quando l'Hoffeneim mi ha cercato ho accettato anche perché è casa mia e avremmo giocato la Champions League». Per quanto riguarda il ruolo, Grifo spiega: «Ho iniziato a giocare come 10 e poi, ai tempi del Friburgo, il mister mi ha messo ala o esterno a sinistra, a volte anche a destra, e da lì in poi ho iniziato a conoscere quel ruolo che mi permette di andare sempre all'uno contro uno, trovando spazio per andare al tiro col piede destro. Mi trovo molto bene in questo ruolo». Sul momento vissuto dall'Italia dopo l'eliminazione dal Mondiale un anno fa contro la Svezia, partita che Grifo racconta di aver visto in famiglia e aver vissuto con tristezza, l'esterno dell'Hoffeneim aggiunge: «L'Italia ha sempre giocatori bravissimi e di qualità. Anche in Germania pensano che l'Italia sia sempre una grande squadra». Infine, sulla possibilità che un giorno possa vestire la maglia di un club italiano Grifo glissa limitandosi a dire: «Non si sa mai, ma sono felice a Hoffeneim e stiamo anche giocando la Champions».

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