Soulstice: la recensione del gioco made in Italy in stile Devil May Cry

Dopo la nostra analisi dell'anteprima, siamo tornati su Soulstice per vivere l'esperienza completa
Soulstice: la recensione del gioco made in Italy in stile Devil May Cry

Il titolo tutto italiano di Reply Game Studios che si ispira a Devil May Cry ha un solido sistema di combattimento annegato in un'ambientazione grigia e con personaggi piatti. Vi abbiamo già raccontato dei limiti che abbiamo incontrato provando la demo di Soulstice, l'action game degli italiani Replay Game Studios. Ora abbiamo provato la versione completa e, purtroppo, molto poco è cambiato in termini di pregi e difetti.

In Soulstice è tutto grigio

Se con l'abitudine (l'abbiamo trovata molto frustrante in fase di preview) si può imparare ad amare il fascino retrò della telecamera fissa, quello che in Soustice stanca veramente gli occhi è la palette cromatica. É sempre notte, la città che fa da sfondo al gioco è tutta grigia, i nemici sono grigi e ogni cosa (tranne le abilità di una delle protagoniste) è di una qualche tonalità di grigio.

Soulstice - recensione: un buon action annegato nel grigio

Col passare del tempo gli occhi iniziano a fare fatica, anche nei momenti di combattimento. É grigia anche la storia (con colpi di scena telefonatissimi) e delle protagoniste le cui interazioni sembrano limitarsi a "oh no, e ora che succede" e "non ti preoccupare, insieme ce la faremo". Insomma, se state cercando storia, ambientazione o protagoniste originali, Soulstice non fa per voi. Se siete fan degli action a camera fissa alla Davil May Cry, però, potreste trovare in questo combat system made in Italy un buon avversario con cui mettervi alla prova.

Il combat riesce a salvare soulstice?

Non c'è una risposta semplice a questa domanda. Le protagoniste del gioco, Lute e Briar, sono un'essere mitico chiamato chimera: la fusione del corpo e dell'anima di due persone diverse. I giocatori controllano direttamente Briar e le sue armi da corpo a corpo, Lute si occupa della difesa, della protezione e delle meccaniche di puzzle. Ognuna ha un suo albero delle abilità con cui influenzare il gameplay e fa sempre piacere quando uno skilltree si può resettare a metà partita per conservare i punti abilità e reinvestirli per provare nuove strategie.

Soulstice - recensione: un buon action annegato nel grigio

Le armi di Briar sono sei e hanno potenziamenti e variazioni limitate. Lute invece può spaziare dalla protezione allo stun, dalle cure al trasformarsi in una torretta. Se il genere dark fantasy, le combo e le micro-meccaniche di puzzle vi piacciono davvero tanto, allora vi divertirete prendendo a spadate i nemici grigi di Soulstice. C'è anche un sistema di punteggio per ogni combattimento che, in base alla velocità, alle combo e ai danni evitati, assegna un punteggio sempre migliorabile. Le boss fight, poi, sono interessanti e alcune offrono delle sfide che vi faranno sorridere.

Se non potete fare a meno della trama o la camera fissa vi dà davvero fastidio, allora il buon sistema di combattimento non basta per salvare Soulstice. In tutto il resto c'è veramente troppo grigio.

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