Campione di CS: GO porta VALVE in Tribunale

Elias ‘Jamppi‘ Olkkonen ha deciso lo scorso Marzo di portare VALVE in tribunale per un BAN emesso senza alcun senso. Ecco cosa dice il verdetto rilasciato a distanza di mesi

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Costretto a ritirarsi dalla maggior parte dei tornei ufficiali di Counter Strike: Global Offensive, la giovane stella ha deciso di portare in tribunale la VALVE, chiedendo un risarcimento di 268.000 euro.
Elias ‘Jamppi‘ Olkkonen è un diciannovenne Finlandese che da qualche anno aveva iniziato la sua carriera competitiva su Counter Strike a livello professionistico.

Lo scorso Marzo, dopo aver prestato il proprio account di gioco ad un amico, il giovane campione è stato improvvisamente bandito dal gioco, in modo permanente.
Il VAC Ban (Valve Anti Cheat) inflitto da Steam non arriva mai per caso, e sicuramente non verrà rimosso con tanta facilità da parte degli sviluppatori.
La faccenda, portata subito in tribunale, non ha dato però i frutti sperati alla giovane stella internazionale, che inizialmente aveva proposto la revoca temporanea delo sblocco, per poter partecipare ai tornei ufficiali Major.

Una bravata che vale una carriera

"E' stato disdetto un contratto importantissimo che poteva cambiare il futuro della mia carriera." - Dice Jamppi in un'intervista sui Social Media - "Non potrò mai realizzare il mio sogno di competere in un Torneo Major in questo modo.
Vorrei se possibile avere uno sblocco momentaneo per poter gareggiare, in attesa della conclusione della causa."
La VALVE si è presa tutto il tempo necessario per pensare ad una valida soluzione, esprimendosi soltanto adesso, dall'apertura del caso.

Tramite il Tribunale Distrettuale locale, gli sviluppatori hanno dichiarato finalmente il loro verdetto ufficiale sulla questione.

VALVE emette il proprio verdetto, senza peli sulla lingua

"Non possiamo assecondare la richiesta di Elias ‘Jamppi‘ Olkkonen.
La nostra società sta cercando da svariati anni di lottare contro la terribile piaga dei chaters, e non possiamo mostrare vulnerabilità, levando un account dalla prigionia.
Dimostreremo soltanto che il BAN non è permanente e che chiunque ne può uscire.
Alimentando così la mole di imbroglioni all'interno del gioco."

Dopo testuali parole, il diciannovenne non può far altro che attendere la fine del caso da lui aperto, sperando di poter trvare una soluzione più che valida.
Altrimenti sarà costretto a dire addio per sempre alla sua carriera da videogiocatore professionista.

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