Macko, intervista ai campioni del Red Bull Factions

L’ultimo scontro del torneo si è svolto in LAN davanti a un pubblico dal vivo nel cuore di Milano.
Macko, intervista ai campioni del Red Bull Factions

La finalissima del Red Bull Factions di League of Legends ha visto i Macko Esports battere gli Atleta Esports 3-1 davanti a un pubblico dal vivo. Il torneo organizzato da PG Esports, ha trasformato una location storica di Milano, La Pelota Jai Alai, in un tempio dei videogiochi competitivi. Cosplayer, caster, fan e player professionisti si sono incontrati, hanno scambiato auguri e strette di mano e si sono goduti qualche drink mentre Macko Esports e Atleta Esports si sfidavano per il titolo di campioni. Il Factions ha un formato molto particolare in cui i player possono scegliere personaggi appartenenti a solo due delle molte fazioni che caratterizzano l’universo in cui è ambientato League of Legends. Per scoprire come si sono sentiti, come si sono preparati e cosa li aspetta nel futuro, abbiamo intervistato i vittoriosi Macko, già al lavoro per il prossimo PG Nationals.

Com’è stato competere e vincere a un grande evento come questo?

Per noi competere è tutto, la nostra organizzazione è nata nell’ottica di ricercare sempre la vittoria in ogni torneo, ed aver potuto partecipare dopo tanto tempo ad un evento live di questa portata per League of Legends, e vincerlo, ci ha ricordato ancora una volta del perché stiamo facendo tutto questo. La risposta del pubblico è stata importante, con moltissime partecipazioni, e ci auguriamo che ci saranno presto altre occasioni per ritrovarci a giocare di fronte alle persone dal vivo.

Come avete affrontato il formato particolare del Factions?

Il formato del Factions per noi è stato tanto una sfida quanto uno stimolo; il dover scegliere campioni in maniera non tradizionale ti porta a cambiare quelle che sono le routine e le abitudini della squadra, facendoti riscoprire dei personaggi che magari non sono favoriti da tempo, e porta i giocatori a dover spingere al limite la loro adattabilità, che diventa una skill fondamentale.

Qual è stata la difficoltà maggiore che avete dovute affrontare?

Per noi la parte più difficile è stato l’allenamento, essendo il Factions un torneo tutto italiano, il partecipare a schermaglie contro team di altre nazioni come normalmente si fa in vista di un torneo è stato complicato, in quanto mentre noi eravamo legati alla selezione particolare tipica dell’evento, le squadre estere si preparavano regolarmente, rendendo molto più difficile gestire la preparazione necessaria.

Che strategia avete adottato in fase di pick/ban?

Sia per le fazioni, che per i campioni di conseguenza scelti, ci siamo basati sulla grande flessibilità del nostro team, enorme punto di forza già nel campionato “regolare” del PG Nationals precedentemente disputato; la nostra squadra, infatti, era già caratterizzata dalla scelta di alcuni personaggi non sempre convenzionali, il che ci ha dato sicuramente un grande vantaggio di partenza nella preparazione per il Redbull Factions.

Raccontateci dei punti di forza e di debolezza della fazione che avete scelto.

La fazione a noi più affine è stata sicuramente Bilgewater, dimora di alcuni dei campioni preferiti dei nostri giocatori, primo fra tutti il toplaner ACD, rinomato in tutta Europa per l’elevatissima abilità con Gangplank. Per quanto per noi sia stata una fazione importante, ha la sua debolezza nell’esiguo numero di campioni in essa contenuta, quindi se non affiancata correttamente da un’altra fazione complementare può portarti ad essere particolarmente scoperto o monodimensionale in alcuni ruoli.

Questo Factions vi ha fatto scoprire e apprezzare un nuovo campione? Se si quale?

Vittorio “Click” Massolo ha scelto Heimerdinger: "è stato un campione molto forte al factions, ed anche il fatto che l'abbiano giocato ai Worlds ha dimostrato la sua validità, ma non l'avevo mai giocato ed è stato divertente impararlo.
Riccardo “Rharesh” Tata, invece, ha scoperto Mundo: "non mi aspettavo fosse così forte come compagno di lane appaiato con Senna in corsia inferiore, in realtà ha molto recupero e può tenersi al sicuro dalla distanza con le sua abilità “segaossa infetta” visto che il tempo di ricarica è bassissimo.

Quali sono le vostre aspettative per il prossimo PG Nationals?

Non ci accontenteremo di nulla di meno che partecipare alle prossime finali, per noi raggiungere le ultime fasi del torneo è estremamente importante in quanto ciò garantisce l’accesso all’European Master, la competizione dove si affrontano le migliori squadre di ogni regione competitiva di League. Ma per fare ciò, bisogna prima battere tantissimi avversari molto validi già in Italia, motivo per cui ci siamo già messi da subito al lavoro per creare ed allenare la squadra che ci rappresenterà l’anno prossimo.

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