Abbiamo intervistato Troy Baker alla Milan Games Week

Sicuramente uno degli ospiti più prestigiosi della Games Week 2022, Troy Baker è riuscito a dedicarci 2 minuti, tra un incontro e l'altro per parlare della sua professione di doppiatore.
Abbiamo intervistato Troy Baker alla Milan Games Week

The Last of Us, Far Cry 4, Bioshock Infinite, Death Stranding, Uncharted 4 e Titanfall sono solo alcuni dei grandi videogiochi a cui Troy Baker ha dato la sua voce, e in alcuni casi il suo intero corpo per registrare la motion capture. Il suo Joel ha commosso milioni di giocatori e la sua voce calda e iconica sono subito riconoscibili per gli amanti dei videogiochi in lingua originale. Con poco tempo a disposizione visti i suoi moltissimi impegni alla Games Week, abbiamo scelto di fargli una domanda molto generale e una un po' più personale su due dei personaggi più iconici che ha interpretato. Ecco cosa ci ha raccontato.

Com'è stato passare dal semplice doppiaggio all'aggiunta di motion capture a un personaggio?

"Per me è stata una naturale evoluzione di quello che faccio. A volte l'unico strumento del mio lavoro è un microfono, altre ci sono le telecamere, i set, le prop e il guardaroba. Per me è tutta una questione di fiducia: ci sono occasioni in cui mi affidano degli strumenti sapendo che da me avranno la migliore performance possibile e altre in cui io affido a loro la mia voce avendo fiducia che loro la useranno per concretizzare una visione immaginata insieme. In entrambi i casi quello che funziona è sempre un dialogo approfondito sul personaggio che devo interpretare così che entrambi stiamo lavorando per raggiungere lo stesso obiettivo".

Nello stesso periodo sono arrivati sulle console di tutto il mondo sia Booker Dewitt di Bioshock Infinite che Joel di The Last of Us, due personaggi che si ritrovano coinvolti in un intenso rapporto padre-figlia, che gli piaccia o no. I due personaggi hanno avuto qualche influenza l'uno sull'altro? Ci sono parti di Joel in Booker o parti di Booker in Joel?

"In entrambi questi personaggi vediamo due uomini che faticano immensamente ad essere la versione migliore di loro stessi. La differenza più grande tra Booker e Joel è che Joel, prima dell'apocalisse, è un ottimo padre mentre Booker allontana in tutti i modi possibili la paternità dal suo cuore perché ne è spaventato. In questo però c'è la similitudine più grande tra loro: sono entrambi spaventati dall'essere padri. Questa è una cosa che secondo me è la chiave nel diventare l'uomo migliore possibile: essere dei buoni padri. Ognuno di loro percorre in modo diverso la strada che li porta ad essere dei buoni papà ma entrambi hanno in comune che nel farlo cercano di essere la versione migliore di loro stessi".

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