La dura critica dei Fnatic al sistema esportivo di Epic Games

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Il CEO dei Fnatic, una delle organizzazioni più rilevanti del panorama mondiale esportivo, ha deciso di lasciare delle dichiarazioni al sistema esportivo che Epic Games attua su Fortnite

La dura critica dei Fnatic al sistema esportivo di Epic Games
© Riot Games
mercoledì 19 febbraio 2020

Sam Mathews, celebre CEO dei Fnatic, ha voluto affidarsi a Twitter per lanciare quelle che, a tutti gli effetti, sono delle critiche e relativi feedback legati alla struttura esportiva che Epic Games ha creato intorno a Fortnite.

Nelle sue dichiarazioni, il problema principale che viene alla luce sembra essere la scarsa o tardiva comunicazione tra l'azienda e le organizzazioni, cosa che invece non avviene su altri titoli dove team come i Fnatic si trovano spesso coinvolti nel processo decisionale, anche solo per fornire un feedback.

I team si trovano così in enormi difficoltà, come quando sono  stati scoperti i formati competitivi che sarebbero stati ammessi alla coppa del mondo (Solo e DUO) e che rendevano sostanzialmente inutile ogni "roster" precedentemente pensato. Il paradosso della Coppa del Mondo di Fortnite si è quindi palesato nel momento in cui, tra i partecipanti, ve ne erano moltissimi sprovvisti di org alle spalle, un qualcosa di assolutamente impensabile in altri titoli esports di prima fascia.

Stando a questi fatti, non è pertanto conveniente per un team come i FNATIC tenere e gestire troppi giocatori ed è stata proprio la recente defezione di ben 3 giocatori del roster di Fortnite dal team ad indurre il CEO ad entrare a gamba tesa sull'argomento, esternando tutte le sue perplessità riguardo l'attuale struttura competitiva degli esports by Epic Games.

E' sotto gli occhi di tutti, infatti, la recente crescita di un fenomeno per il quale i team sono più propensi a mettere sotto contratto pochi giocatori, con cui lavorare sull'immagine pubblica e sullo streaming (in pratica più uno streamer/content creator che non un giocatore unicamente votato al competitivo), e non lavorare sulla strutturazione di un roster (con relative "prime" e "seconde" squadre ad esempio) che possa portare dei risultati nell'arco della stagione.

Dopo le accuse lanciate, ci si aspetta adesso la reazione di Epic Games. Dediderà di seguire i feedback o proseguirà seguendo il cammino che è stato già trattato e che, purtroppo, poco si sposa con le caratteristiche minime e necessarie per garantire la giusta sostenibilità di un qualsiasi evento competitivo basato sull'esistenza delle ORG.

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