Ferrari alla ricerca di qualche decimo per passare l’esame Barcellona

Il team principal Mattia Binotto ha quantificato il gap da recuperare nei confronti della Red Bull. In Spagna si attende un passo in avanti
Ferrari alla ricerca di qualche decimo per passare l’esame Barcellona© EPA

TORINO - Una questione di due decimi, dice Mattia Binotto. Lo spiega, bisogna sottolinearlo, con una punta di sana delusione. L’analisi post GP di Miami, dedotta dalle parole del team principal della Ferrari, la dice lunga su quanto a Maranello credano nel loro progetto, nella loro auto, nei loro piloti e nella voglia di non fermarsi. Difficile - crediamo anche per gli stessi ferraristi - quantificare con precisione quale sia il gap da colmare rispetto alla Red Bull. Due decimi è effettivamente quel che si visto a Miami, potrebbe essere qualcosa in più su alcune piste, qualcosa in meno su altre. I valori sono vicinissimi e questo, conoscendo il valore della Red Bull (e i risultati dello scorso anno) è un fatto che deve rendere orgogliosi gli uomini del Cavallino di quanto sono riusciti a realizzare.

FRONTI - Ora si tratta, come ha spiegato Charles Leclerc e come ha ammesso Binotto, di continuare lo sviluppo dell’auto. I fronti aperti sono tanti, ma per fortuna non ci sono aree critiche sulle quali si debba intervenire (a parte il “porpoising”, ma quello è un problema comune a tutte le squadre e più o meno nello stesso momento si arriverà a risolverlo). La Ferrari deve recuperare qualcosa dal punto di vista aerodinamico, la Red Bull è più competitiva in termini di velocità di punta e (a giudicare dall’ultima gara) ha recuperato anche nel misto e nelle parti lente. Il passo in avanti, adesso, deve compierlo la Ferrari. A Miami è stata la difficoltà (breve, è durata solo alcuni giri) a gestire le gomme più morbide che ha deciso la corsa. Anche su questo i tecnici stanno già riflettendo.

PODIO - Il terzo posto di Sainz, sempre concreto in gara, ha “sanato” l’errore commesso nelle libere. Ma ha anche evidenziato che esiste ancora un’area sulla quale lavorare per portare Sainz al livello di padronanza dell’auto che Leclerc ha raggiunto quasi subito. Poi, certo, il monegasco ha un guizzo naturale (specie in qualifica) che fa la differenza. Ma quando si lavora su messa a punto e assetti, contare sul pieno apporto di entrambi i piloti può fare la differenza. Anche questo è un punto sul quale a Maranello si sta riflettendo.

ESAME - A nessuno sfugge che la prossima gara sarà un esame importante. Si corre infatti a Barcellona, su una pista che è considerata una sorta di galleria del vento a cielo aperto, un banco di prova che raramente emette verdetti sbagliati. Chi è veloce a Barcellona è veloce quasi ovunque. Ecco perché la Ferrari vuole presentarsi con i due decimi di cui s’è detto - magari anche tre o quattro... - già in tasca, ossia in grado di operare il controsorpasso sulla Red Bull. A Maranello si profilano giornate di inteso lavoro.

Tra Ferrari e Red Bull la battaglia è tutta sugli sviluppi
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