"Antonelli ha il talento di Schumacher e Hamilton. Mondiale? Serve resistenza"

Wolff non nasconde il tifo per il bolognese e l’ingegnere che lo guida dopo gli anni trionfali con Lewis lo esalta

Toto Wolff non tifa per Kimi Antonelli, ma non ci siamo molto lontani. Lo capisci dalla prima frase via radio, quando dedica il successo del suo pupillo a chi diceva che era troppo giovane per saltare in F1 e tanto più in Mercedes. Non contento, il boss della Stella che lo ha scelto personalmente quando aveva 13 anni ai giornalisti sottolinea con il sorrisetto il messaggio forte mandato dal bolognese anche all’altra parte del box. Perché ora come ora il Mondiale è un affare Mercedes: “Nel finale ha fatto anche capire a Russell che ne aveva ancora di margine”. Non deve sbagliare Antonelli, ma ha l’appoggio incondizionato della Mercedes, che l’ha affidato fin dal primo momento a Peter Bonnington, il Bono che è stato dietro tutti i successoìi d’argento di Lewis Hamilton e che non a caso è stato mandato domenica sul podio a rappresentare il team nel giorno della prima vittoria del nuovo fenomeno e del primo podio con la Ferrari del vecchio re. “È stato un momento incredibile. Sembrava quasi una reunion di una band” ha raccontato emozionato il tecnico inglese prima di fare un confronto tra i due piloti che negli ultimi 13 anni ha guidato come ingegnere di pista. “Il lavoro con Kimi è completamente diverso rispetto a Lewis, come il giorno e la notte - spiega Bono -. Con Lewis sapevo cosa stava pensando, non aveva bisogno che gli dicessi certe cose. Con Kimi ho dovuto ricordarmi di un sacco di cose che ormai davo per scontate, ed è stato anche un buon processo per me stesso. È ovviamente ancora molto giovane, ma pieno di energia. Gli piace molto unire il team nel box. È sempre a fare scherzi, ma sa quando è il momento di concentrarsi e lavorare duro. In un certo senso gli sto insegnando, passo dopo passo, il processo per diventare campioni. Ha appena completato il primo. Quindi sì, dobbiamo semplicemente continuare a lavorare, poco alla volta”.

"Mai montarsi la testa"

Ma che abbia le stimmate del campione, Bono ha pochi dubbi. “Anni fa ho letto un libro sulla regola delle 10.000 ore e ho iniziato a crederci molto: pensavo che con abbastanza pratica tutti potessimo diventare abbastanza bravi. Poi però incontri persone come Schumacher, come Lewis… e capisci che in realtà c’è uno step in più. Quel decimo o due di secondo in più. E quello Kimi ce l’ha. Si vede molto nei dati. Quando inizi ad analizzarli pensi: non so come faccia a guidare la macchina così, mantenendo tutto sotto controllo quando questa è pronta a ribaltarsi. È fantastico da vedere. E poi sono quei piloti che raramente tornano dicendo che bisogna stravolgere tutto. Semplicemente… si adattano”. Inevitabile parlare di Mondiale. L’ha fatto lo stesso Kimi fin dalle prime interviste post vittoria a Shanghai. “Abbiamo due gare in meno, ma servirà comunque tanta resistenza - analizza Bono riferendosi alla cancellazione di Bahrain e Arabia Saudita -. Vincerne una è fantastico, ma per vincere un campionato lo sforzo necessario cresce in modo esponenziale. Bisogna andare passo dopo passo. Seguire le procedure, pensare al processo. E non montarsi la testa. Non preoccuparti: arriverà. Se spunti tutte le caselle e metti tutto in ordine, arriverà da solo. Quindi sì, concentrati sul compito davanti a te e non pensare al campionato. Arriverà”.

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