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Sbk, Hayden: «Nuove regole? Non sono così male»
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Sbk, Hayden: «Nuove regole? Non sono così male»

Nella nuova stagione le posizioni di partenza in Gara 2 saranno determinate da quelle di Gara 1: una novità che il pilota statunitense non bocciatwitta

domenica 8 gennaio 2017

ROMA - Le novità sulla griglia di partenza in vista della stagione 2017 di Sbk, che prenderà il via il prossimo 24 febbraio in Australia, piacciono a Nicky Hayden. Dalla prima gara del Mondiale, infatti, le posizioni di partenza in Gara 2 saranno determinate da quelle di Gara 1, ma con dettaglio fondamentale: i primi tre arrivati saranno retrocessi in terza fila, per garantire più battaglia, sorpassi e spettacolo. Una novità che alcuni piloti hanno bocciato ma che piace allo statunitense della Honda. «Aspettiamo e vediamo. Non voglio dire troppo prima di vedere come va a finire. Penso che bisogna provere prima di esprimere giudizi definitivi - ha spiegato Hayden in un'intervista a Crash.net - Forse come pilota puro non posso promuovere al 100% questa idea, visto che sono cresciuto pensando che il più veloce debba essere sempre in pole. Ma riconosco che c'è l'aspetto legato al business, all'intrattenimento, e penso che da questo punto di vista la cosa possa funzionare».

MAGGIORE SPETTACOLO - «In generale ai piloti non piacciono i cambiamenti. Ricordo che le stesse reazioni ci sono state quando è cambiata la modalità di qualifica in MotoGp. Ma adesso sembra funzionare», ha aggiunto Hayden. Il pilota statunitense si sta preparando alla nuova stagione, ed è convinto che una Gara 2 non "fotocopia" di Gara 1, possa riportare i tifosi a guardare la Superbike in tv. «C'è una logica dietro questa idea - ha concluso - Non si tratta di relegare piloti in fondo alla griglia, ma solo di indietreggiare di un paio di file, e le gare sono lunghe. Personalmente non vedo l'ora di vedere cosa accadrà. Forse non premierà le prestazioni, come accade ora, ma l'esperienza degli appassionati conta molto perché sono i fan che chiedono maggiore spettacolo».

MotoGp, Crutchlow: «Un team ufficiale? Solo se ne vale la pena»


Il pilota britannico non pensa di lasciare la LCR Honda soltanto per diventare pilota di un team ufficiale e il settimo posto finale nella

classifica mondiale. Cal Crutchlow guarda con fiducia alla stagione 2017, e avvisa che nel 2019 potrebbe accettare la proposta di un team

ufficiale o magari ritirarsi definitivamente. In questa stagione saranno sei i team ufficiali in griglia, grazia all'ingresso in MotoGp di KTM,

ma per il 2017 e 2018 i dodici posti disponibili sono già occupati. «Correre con un team ufficiale? Se ci sarà l'occasione lo farò, ma dece

essere il team giusto», ha spiegato Crutchlow in un'intervista ad Autosport. «Dovrà essere una proposta interessante, perché al momento sono

contanto di quello che ho. Non so se una moto ufficiale permetta di andare più forte, ma di certo semplifica la vita - ha aggiunto Crutchlow -
Non so cosa accadrà nei prossimi due anni, potrei anche svegliarmi un giorno e decidere di smettere. POsso permettermi di lasciare tutto e

dedicarmi alla mia famiglia, ma al momento amo quello che faccio».


Crutchlow, 31 anni, ammette che quella trascorsa è stata un'ottima stagione, ma sente di poter ancora migliorare. «Al momento sono più veloce e

mi sento diverso da due anni fa - ha speigato - Ovviamente il fisico ne risente, ho avuto qualche incidente e ho distrutto un sacco di moto, ma

riesco sempre a rialzare la testa e a costruire una grande carriera. Le cadute non mi spaventano: mi rialzo e torno più veloce di prima». 



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