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Mole Urbana, la proposta di rottura di Umberto Palermo

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Elettrico, disponibile in tre dimensioni, dal design elegante: ecco un veicolo "sposta-persone". Tutto prodotto in Italia

Mole Urbana, la proposta di rottura di Umberto Palermo
 Ottavio Daviddi sabato 4 aprile 2020

TORINO - Il designer torinese Umberto Palermo, la cui matita sa spaziare dalla supercar a tante altri aspetti della mobilità contemporanea, irrompe nel quadro critico che vive il nostro Paese con una proposta di rottura: un nuovo veicolo, un quadriciclo elettrico, tutto “made in Italy” (quanto c’è bisogno di questo...), pensato per la città e che non sarà in vendita, ma solo in noleggio. Si può guidarlo già a 14 anni. Appena l’emergenza sarà terminata, la produzione partirà e gli obiettivi sono già stati individuati: 50 veicoli entro quest’anno, altri 150 nel 2021, per salire sino a 300 nel 2023. Il quadriciclo si chiama “Mole Urbana” sarà prodotta in Toscana, a Pontedera (la sede della Piaggio), che già lavora per la nota casa di motocicli, per la cinese Dongfens e per la giapponese Isuzu. Ma il progetto è torinese e Umberto Palermo ha coinvolto altre realtà del territorio: l’approvvigionamento di alluminio è affidato alla Ett1, la distribuzione e il noleggio sono della Movim, azienda specializzata nel noleggio a lungo termine.

SISTEMA CITTA'. Il veicolo non ha l’aspetto di un’auto. Ma, con uno stile che si potrebbe definire retrò e chic al contempo, è una “cosa” diversa, come dice lo stesso designer: «Non ho voluto disegnare un’auto in miniatura, ma un “sistema” che si possa integrare nella città. Voglio definire Mole Urbana come uno “sposta persone” che dialoghi con i mezzi di trasporto pubblici». Il lancio dovrebbe essere al Milano-Monza Open Air Motor Show.

ACCENNI AL 900. Mole Urbana ha una carrozzeria che ricorda i modelli di inizio ‘900, con forme futuristiche. E’ costruita con profili di alluminio, ispirata agli infissi dei grattacieli. E’ modulare, disponibile in “taglie” diverse: small, medium, large (potrà portare da 1 a 3 passeggeri). La più piccola è lunga 2,3 metri, la più grande 3,7 metri. Ha un minimo di autonomia di 75 chilometri e arriva sino a 150, a seconda delle batterie. La velocità si adatta alla regolamentazione del comuni, quindi non supera i 50 orari. In più c’è un monopattino (anch’esso elettrico) che si ricarica con una dinamo collegata alle ruote del quadriciclo. Anche gli interni sono modulari, il volante è una cloche di tipo aeronautico, i sedili sono alti, la plancia è fatta di alveoli di cartone pressato. E una app controllerà come si guida e permetterà di avere una rata del noleggio variabile secondo le modalità di impiego. Anche questo anticonvenzionale.

mobilità monopattino Carrozzerie

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