© XPB/Agenzia Aldo Liverani SasROMA - Il Gran Premio d'Australia, valido per il terzo round di F1, è stato ricco di eventi e colpi di scena, la cui coda polemica è destinata a durare ancora molto, considerato anche il mese che passerà prima del prossimo appuntamento, a Baku. Sotto il mirino dei piloti ci sono le tre bandiere rosse esposte in gara: la prima per l'uscita di pista di Albon, che ha portato in pista un po' di ghiaia; la seconda per lo pneumatico perso da Magnussen; la terza, nella ripartenza con soli due giri da disputare, per i numerosi contatti, soprattutto quello tra Gasly e Ocon. Con particolare alla seconda, Max Verstappen ha sottolineato: "La situazione era molto chiara. Non ho capito il bisogno di mettere la bandiera rossa. Se ci fosse stata la safety car e poi una partenza lanciata, non ci sarebbero stati tutti quegli incidenti, e avremmo avuto un finale di gara normale. Alla fine, i problemi se li sono creati da soli in direzione gara".

Il commento di Alonso
Anche Fernando Alonso ha voluto dare il proprio parere: "Sono rimasto sorpreso da tutte le bandiere rosse. Per quanto riguarda l’uscita di pista di Albon, dopo un giro di safety car c’era un po’ di ghiaia ma non si vedeva molto altro. Forse c’era qualche barriera messa male, la FIA ha più informazioni di noi, per cui avranno avuto le loro ragioni per decidere così. Ma per quanto riguarda la seconda bandiera rossa… La safety car è fatta apposta per questo tipo di situazioni. Abbiamo un’idea diversa, ma solo la FIA ha a disposizione tutti i dati per prendere le decisioni".