Nuovo capitolo della triste vicenda che riguarda Ciro Immobile e il terribile in cui è rimasto coinvolto con le sue figlie. Il suo Suv Land Rover Defender si è scontrato contro un tram al centro di Roma e nello schianto sono rimaste ferite le bambine, il calciatore, 12 persone a bordo del convoglio e il macchinista. A distanza di due mesi dallo scontro con il tram, il calciatore ha deciso di chiedere il risarcimento danni all'Atac.
La lettera dell'avvocato
Al momento, non sono ancora state determinate le responsabilità del Comune di Roma, in relazione a eventuali malfunzionamenti dei semafori all'incrocio, né dell'Atac, né dello stesso Immobile. Sin dall'inizio, il calciatore ha sostenuto di aver attraversato con il semaforo verde, affermando di essere quindi vittima dell'incidente, in cui sono rimaste ferite anche 12 persone e il macchinista. In queste ore l'avvocato del calciatore si è mosso per tutelare gli interessi del suo cliente, avanzando una richiesta di risarcimento.
Con le autorità che non sono ancora riuscite a ricostruire gli avvenimenti a causa dell'assenza di registrazioni dalle telecamere nelle vicinanze, risulta arduo stabilire chi sia effettivamente responsabile dell'accaduto. Sarà proprio questa la questione che l'avvocato Doraci dovrà affrontare, poiché verrà nominato un perito per esaminare i danni riportati dal veicolo e un medico legale per valutare le lesioni subite sia da Immobile che dalle sue figlie. L'Atac, nel frattempo, nega ogni responsabilità nell'incidente.
Stando a quanto apprende l'AGI, il suo avvocato Erdis Doraci ha dichiarato: “Al di là della formalità di avvisare le compagnie coinvolte delle richieste legate all’incidente, la richiesta di risarcimento danni è stata fatta per le due bambine trasportate nei confronti della Compagnia Genertel che assicura la macchina di Ciro Immobile. La lettera per conoscenza alle Assicurazioni di Roma, compagnia della Atac, è stata inviata come garanzia nel caso i danni delle bambine superassero i 9 punti di invalidità. Per quanto riguarda Ciro e la macchina stiamo ancora valutando i profili esatti di responsabilità per poi muoverci di conseguenza”, conclude Doraci.
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