Russell sull'Ineos Grenadier pensando al GP di Las Vegas

Il pilota della Mercedes racconta le proprie sensazioni alla vigilia della corsa a stelle e strisce, e lo fa a bordo del super fuoristrada del Marchio britannico
Russell sull'Ineos Grenadier pensando al GP di Las Vegas

È uno degli appuntamenti sportivi più attesi dell'anno dal punto di vista mediatico: è il GP di Las Vegas di Formula 1, in programma da venerdì 17 a domenica 19 novembre. Le monoposto sono pronte a sfrecciare nella celebre Strip: tra esse, anche la Mercedes di George Russell, che ha raccontato le proprie sensazioni alla vigilia della corsa a bordo di Grenadier, il fuoristrada di Ineos.

Russell e il GP di Las Vegas: cresce l'attesa

Vettura non casuale, per il pilota inglese, dato che Ineos è partner principale di Mercedes in F.1 e anche azionista per un terzo del team, che appartiene in tre parti uguali a Mercedes-Benz Group AG, Toto Wolff e lo stesso Marchio britannico.
"Quando ho saputo che Las Vegas sarebbe stata aggiunta al calendario della Formula 1, ho pensato che fosse logico - ha dichiarato Russell, 10 podi in F.1 -. La si vede nei film, la si sente nella musica. Ci sono andato per la prima volta quando avevo dodici anni, per una gara di go-kart, ed è un posto così selvaggio, con un'atmosfera così bella. Ora ho la possibilità di andarci e di gareggiare. Credo che sarà un'esperienza fantastica".
Il fatto che si tratti di una gara su circuito cittadino e di una gara in notturna è sicuramente un'esperienza entusiasmante - ha proseguito Russell -. In questo periodo dell'anno fa molto freddo e le auto scivoleranno. Su un circuito convenzionale, se si supera il limite dell'1% si perde forse solo un decimo di secondo, mentre su un circuito cittadino se si sbaglia di 2 cm, e ne ho esperienza da quest'anno, si viene puniti. Stiamo gareggiando ai massimi livelli dello sport e se si commette un errore si viene penalizzati. È questo il senso di tutto".

La guida in fuoristrada e il senso della vita

Russell ha poi spiegato il metodo che utilizza per rilassarsi prima di una gara importante come potrà essere quella americana, con un riferimento anche alla guida in fuoristrada. "Una città che si basa sul rischio e sulla ricompensa, c'è sicuramente una somiglianza con le corse: ci spingiamo sempre oltre i limiti e credo che molte persone possano dire lo stesso quando sono a Las Vegas.
Passare da una gara all'altra, da un paese all'altro, ogni volta che mi allontano dalla pista è un modo per disconnettere completamente la mia mente. In questi momenti di lontananza si imparano nuove cose, nuove abilità e spesso si guarda alla propria professione sotto una luce leggermente diversa. Ecco perché staccare la spina è così importante.
Guidare un'auto come questa su un terreno come questo rappresenta una vera e propria evasione, perché quando si è qui fuori è necessario essere completamente concentrati, passando tra gli alberi, su e giù, attraverso i cumuli. È una forma di meditazione perchè non si pensa a nient'altro.
Quando si è in fuoristrada si è decisamente meno legato al cronometro e più al calcolo, non si è costantemente al limite e si può prendere il proprio ritmo. Questo contrasto con la mia quotidianità è qualcosa che mi piace molto.
La cosa che attendo di più a Las Vegas è la possibilità di correre su un nuovo circuito. Mi piace esplorare nuove cose. Le nuove piste sono sempre molto emozionanti, soprattutto i primi giri. È altrettanto divertente esplorare un nuovo tracciato come questo, totalmente diverso da quello a cui sono abituato, ma le nuove esperienze sono il senso della vita".

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