Mogyoród (Ungheria) - Sembrava finalmente l'occasione giusta per dare una svolta alla stagione ma, ancora una volta, la pole position conquistata in qualifica alla vigilia del Gran Premio d'Ungheria da Charles Leclerc non ha portato in dote l'agognato successo. Sul veloce tracciato dell'Hungaroring, infatti, il pilota monegasco, scattato davanti a tutti e in testa per buona parte della gara, ha via via perso confidenza con la vettura, scivolando quarto alle spalle di Norris e Piastri, che regalano alla McLaren un'altra doppietta, oltre che la vittoria numero duecento nella storia della Formula 1, e a Russell su Mercedes. Ancora peggio per l'altra Rossa di Lewis Hamilton, che chiude 12°, mentre Alonso (5°), Bortoleto (6°), Stroll (7°), Lawson (8°), Verstappen (9°), Antonelli (10°), Hadjar (11°), Hulkenberg (13°), Sainz (14°), Albon (15°), Ocon (16°), Tsunoda (17°), Colapinto (18°) e Gasly (19°) completano l'ordine d'arrivo. Unico ritirato Bearman per problemi tecnici alla sua Haas.
Lo sfogo di Leclerc
Charles Leclerc, che nel finale è stato penalizzato di cinque secondi per una manovra pericolosa nel tentativo di controsorpassare la Mercedes di Russell, ha manifestato particolare insofferenza man mano che le prestazioni della sua Ferrari sono calate con il passare dei giri. In tal senso, è emblematico - oltre che profetico... - lo sfogo con il team radio, intorno al 54° giro, appena superato dalle due McLaren e con la Mercedes di Russell sempre più vicina: "Tutto ciò è incredibilmente frustrante. Abbiamo completamente perso competitività. Mi dovete ascoltare, avrei trovato un modo differente per gestire questi problemi". E ancora: "Ora è inguidabile, inguidabile. È un miracolo se finiamo a podio".