© XPB ImagesSemaforo verde Antonelli 9 Come i punti di vantaggio sul rivale interno in un Mondiale per ora (quasi) tutto Mercedes. Non arriva alla perfezione perché sbaglia ancora partenza, rimediando da campione ma anche per il tempismo fortunato della safaty car uscita dopo il botto di Bearman. Ammetterlo senza accampare scuse o peggio dire la solita frase “non so cosa sia successo, analizzeremo i dati”, bensì incolparsi per aver messo e usato male le mani sulla frizione, è segno di grandezza. Come quel mostruoso susseguirsi di giri veloci nello stint con le gomme dure. Un elenco che dovrebbe stamparsi e attaccare sul frigorifero per caricarsi. Leclerc 8.5 Charles dovrebbe invece incorniciare la frase del suo ingegnere di pista Bryan Buozzi dopo il sorpassone all’esterno della curva 1 su Russell. Bis della manovra compiuta poco prima su Lewis Hamilton. «Hai le palle d’acciaio». Sottoscriviamo. Il monegasco, come Antonelli talento puro riuscito a vincere le sue prime gare in F1 consecutivamente (Spa e Monza 2019), ha un cuore enorme. Come quello che i tifosi imperterriti della Ferrari (voto 6: plafonatissima in attesa di aggiornamenti) espongono imperterriti da anni nel Tempio della Velocità senza ricevere in cambio la gioia del Mondiale. Continuerà ad aspettare anche lui? La Red Bull (voto 4.5 ) ora come ora però offre poche garanzie. McLaren 8 Cancella il doppio “zero”, peggio la doppia “non partenza” della Cina, con il ritorno sul podio e il rilancio di Oscar Piastri (voto 8: non sbaglia nulla in quello che per lui era il primo GP della stagione). La cosa più positiva per la Banda di Andrea Stella (e preoccupante per gli avversari, in primis per la Ferrari) è che lo fa solo conoscendo (e adattandosi) meglio alla power unit Mercedes (che in questi mesi ha dato a Woking ben poche informazioni su come farla funzionare al meglio). La MCL40 è la stessa della prima uscita di Barcellona. A Miami ne arriverà una praticamente nuova. E sappiamo che da quelle parti sanno ribaltare la situazione. Occhio.
Semaforo giallo
Hamilton 5.5 Weekend con qualche acuto ma decisamente sottotono rispetto alla Cina. Anche l’umore. Dire che si aspetta un motore nuovo a Miami è sbagliato. Il regolamento non lo consente (e lo sa). Così si fa confusione nei tifosi e nella squadra, come l’anno scorso. Il giorno prima il suo capo Fred Vasseur (voto 5 ) ha fatto peggio promettendo: «Da Miami inzierà un nuovo Mondiale». Già ieri il team principal (forse perché nel box c’era il presidente John Elkann che ha parlato a lungo con lui?) ha messo la retromarcia sostenendo che si riferiva a tutti i team, che anche gli altri lavoreranno e quindi non c’è garanzia di migliorare più dei rivali. Tre gare per cadere negli errori mediatici dello scorso anno, quelli che hanno fatto saltare le teste solo nel settore comunicazione. Come si dice? Mea culpa, mea grandissima culpa. Verstappen 5 Non al pilota che in pista (ipse dixit) «porterebbe al limite anche un carrello della spesa», ma alle ennesime dichiarazioni contro questa F1. Che ha i suoi limiti, evidenti, ma ha portato gare combattute e rimescolato le carte. Se la Red Bull (vedi sopra), come per altro temuto, s’è presentata con un’auto e un motore inferiori, non è colpa della Fia né sua, ma se SuperMax continua a fare politica rischia la fine di Fernando Alonso. Che dopo la Renault non ha mai trovato il posto giusto al momento giusto e s’è fatto la nomea di rompiscatole.
Semaforo rosso
Russell 4 A proposito... Lui rischia davvero di diventare per tutti un frignone. Avrà avuto problemi veri sia in Cina che in Giappone, dove peraltro se ha preso una strada di assetto sbagliato è colpa sua e del suo lato del box, ma metterla sempre e solo sulla sfortuna («capitano sempre e solo tutte a me») crea intorno a lui l’aureola di calimero e ingigantisce in Antonelli la convinzione di poter vincere il Mondiale. Ecco, è meglio che George lo stint con le dure del compagno non se lo stampi. Se passerà questo mese di stop a guardarselo forse non si presenterà a Miami. Colapinto e Fia 2 L’incidente di Oliver Bearman (impatto di 50G a 308 orari contro le barriere) è colpa a metà tra l’argentino dell’Alpine (spostarsi mentre guarda il cruscotto è roba da neopatentati) e le nuove regole sulla ricarica delle batterie che ora la Federazione dice di voler rivedere. Dai primi test i piloti (anche ieri Sainz e Norris sono stati i più duri) denunciano il pericolo di gravi incidenti perché queste auto improvvisamente rallentano. Come trovarsi in autostrada con un tir che va 50 all’ora più lento di te. Ci volevano tre gare per dire di fare qualcosa? O si aspetta il morto? Il 1994 non ha insegnato nulla?
