
Un manager dello sport alla guida del Ministero per lo Sport e i Giovani. Andrea Abodi porta al Governo una esperienza di lungo corso a tutti i livelli: gestione, marketing, grandi eventi, cultura, finanza, CONI Servizi, Credito Sportivo. Il suo approccio al Ministero è pratico e operativo, alle parole seguono azioni concrete.
Aver portato in Italia il Trofeo più antico della storia è considerato da tutti un grande successo, del Governo e di squadra: ci può rivelare i passaggi chiave di come si è raggiunto questo risultato?
«Tutto è iniziato da una telefonata durante la quale mi è stato chiesto: “Che ne pensi dell’America’s Cup?”. Risposta immediata: “Portiamola in Italia!”. Da lì è iniziato un percorso lungo, complesso, per certi versi appassionante, durante il quale una sorta di ‘“silenzio stampa” è stata una condizione necessaria per tutelare una candidatura di altissimo profilo che si è rivelata vincente. Dietro questo risultato c’è stata, in primis, la determinazione del Presidente Meloni nel voler portare da noi questa storica e meravigliosa competizione, e poi la sinergia tra Governo, Comune di Napoli e, da qualche mese, anche con la Regione Campania, ai quali si sono aggiunti altri soggetti istituzionali che hanno condiviso l’obiettivo comune e lavorato con unità d’intenti mettendo sempre al primo posto l’interesse nazionale».
Grant Dalton e i neozelandesi detentori del trofeo sembrano oggi sempre più entusiasti della scelta di Napoli: quali sono stati gli elementi vincenti del progetto italiano?
«Napoli e l’Italia hanno convinto per un insieme di fattori difficilmente replicabili: le straordinarie caratteristiche del Golfo, una tradizione marittima che appartiene alla nostra identità, un patrimonio storico e culturale unico e una capacità di accoglienza riconosciuta nel mondo. Nel corso dei sopralluoghi, i neozelandesi hanno potuto toccare con mano tutto questo, cogliendo anche il valore di un progetto che va oltre la competizione sportiva e contribuisce alla rigenerazione di Bagnoli: l’eredità più significativa di questa sfida, che segue direttamente il ministro Foti. C’è poi un elemento che non si misura con i numeri, ma che fa la differenza: l’umanità di Napoli, il rapporto autentico che questa città e l’Italia hanno con il mare. Sono convinto che la città saprà ricambiare la fiducia ricevuta, trasformando l’America’s Cup in una straordinaria esperienza di sport, partecipazione e condivisione».
L’Italia e Napoli saranno al centro del mondo della vela mondiale nei prossimi anni: qual è la visione del Governo intorno a questo evento e sull’eredità che potrà lasciare?
«L’America’s Cup non è solo un grande evento sportivo, è un acceleratore di rigenerazione urbana, ambientale e sociale, capace di imprimere una spinta decisiva a un percorso di rinascita atteso da decenni come nel caso di Bagnoli. La nostra ambizione è che questa eredità coinvolga l’intera regione, a partire dai quartieri che più hanno bisogno di opportunità. Per questo vogliamo portare, simbolicamente e concretamente, “le vele alle Vele”, fare in modo che una competizione ai massimi livelli della tecnologia e dell’innovazione sappia dialogare con le persone, soprattutto con i più giovani. Perché il mare è un bene comune, appartiene a tutti, e l’America’s Cup può diventare uno straordinario strumento di inclusione, ispirazione e partecipazione, oltre che di sviluppo, che beneficerà di un’audience cumulata di un miliardo di telespettatori da tutto il mondo e sarà un moltiplicatore di promozione turistica».
L’aver inserito l’area di Bagnoli Coroglio e la riqualificazione del sito industriale dopo anni di attese poteva essere un rischio, ma si sta rivelando una straordinaria opportunità.
«Noi siamo abituati a lavorare con una visione, e poter far rivivere un luogo “senza vita” ha rappresentato per noi una grande opportunità. Bagnoli è una delle sfide più significative che abbiamo davanti. Per oltre trent’anni ha prevalso l’abbandono, un tempo troppo lungo per un luogo con un grande potenziale. Oggi, invece, stiamo dimostrando che quando esistono una visione condivisa, una progettualità credibile e una leale collaborazione tra istituzioni, anche ciò che sembrava irrealizzabile può diventare realtà».
Che idea si è fatta il Ministro su quali siano i valori propri dello sport della vela?
«La vela insegna il rispetto per la natura e il mare, il senso della responsabilità, la capacità di leggere il cambiamento e di prendere decisioni con equilibrio. È uno sport che unisce tecnologia e tradizione, spirito di squadra e competenze individuali, valori che appartengono pienamente alla cultura dello sport e che possono rappresentare un riferimento importante anche nella vita quotidiana. Proprio per avvicinare i ragazzi e le ragazze a questa disciplina e far vivere loro un’esperienza formativa di 10 giorni in mare, dall’inizio del mio mandato, ogni anno apriamo con la Marina Militare un bando dedicato ai Corsi Velici Estivi per gli studenti della scuola superiore».
Chi vincerà l’America’s Cup di Napoli 2027?
«Sicuramente vincerà l’Italia e Napoli con la sua capacità organizzativa, ma sarà il mare a esprimere il proprio verdetto. Poi è chiaro che Luna Rossa rappresenta, se vogliamo, la nostra nazionale con il tricolore ben evidente sulla vela… ma non fatemi aggiungere altro».
