I padroni della Coppa

Dalla prima partecipazione nel 1987, ha vinto cinque America’s Cup di cui tre consecutive nelle ultime tre edizioni della manifestazione. Nel 2025 è stato nominato “Team of the Year” da World Sailing
I padroni della Coppa

Emirates Team New Zealand è uno dei nomi che hanno scritto la storia dell’America’s Cup. Il più vincente degli ultimi vent’anni, un punto di riferimento assoluto della vela mondiale. Tutto nasce nel 1987, con la Coppa nelle acque di Perth. È lì che due banchieri neozelandesi, Michael Fay e David Richwhite, accendono una visione: se la vela è per la Nuova Zelanda quello che il calcio è per l’Italia, allora anche un Paese di appena quattro milioni di abitanti può sfidare e battere i giganti americani.

INTUIZIONI E SFIDE

Dagli anni ’80 i Kiwi sono tra i migliori progettisti e costruttori di imbarcazioni. Nel 1987 sorprendono tutti presentandosi con una barca in vetroresina anziché in alluminio. L’assalto a Dennis Conner non riesce, ma quella barca è più veloce di quella americana. Fay sfrutta un appiglio nel Deed of Gift e nel 1988 lancia una nuova sfida con KZ1, il gigantesco monoscafo di 27 metri. Gli americani rispondono con Stars & Stripes, un catamarano nettamente più rapido, e il duello si chiude senza appello. Nel 1992 Team New Zealand torna protagonista. Rod Davis porta NZ20 fino alla finale della Louis Vuitton Cup contro il Moro di Venezia di Raul Gardini. Gli italiani firmano una rimonta rimasta nella leggenda, da 1-3 a 5-3, in una sfida entrata nella storia anche per la celebre controversia sul bompresso. La vera svolta arriva nel 2003.

LA SVOLTA

Grant Dalton, leggenda della vela neozelandese con sette giri del mondo alle spalle, sale a bordo di Emirates Team New Zealand e non lo lascia più, diventandone il punto di riferimento. Nello stesso anno entra anche Matteo De Nora. Già affascinato dallo spirito del team, viene chiamato da Dalton a salvarne il futuro. Il suo intervento economico evita la bancarotta e segna l’inizio di un sodalizio destinato a cambiare la storia del team. Insieme costruiscono una struttura solida, capace di conquistare altre tre America’s Cup: 2017, 2021 e 2024, sempre sotto il guidone del Royal New Zealand Yacht Squadron di Auckland. In precedenza, la grande leggenda Sir Peter Blake, amico e mentore di Dalton, aveva guidato Black Magic al trionfo di San Diego nel 1995 con gli inseparabili calzini rossi diventati simbolo di un’intera nazione.

Sir Russell Coutts, affiancato dal tattico Brad Butterworth, firma i successi del 1995 e del 2000, formando una delle coppie più dominanti nella storia della Coppa, capace di leggere il vento e anticipare ogni mossa degli avversari. Dal 2000 il timone passa a Dean Barker, protagonista per oltre dieci anni fino all’epica beffa rimonta da 8-1 a 8-9 a favore degli americani di Oracle, nella baia di San Francisco. Poi è il tempo di Glenn Ashby, australiano, fuoriclasse dei multiscafi e maestro dei foil, il cui contributo diventa decisivo nei trionfi del 2017 e del 2021. Al timone c’è Peter Burling, che oggi veste i colori di Luna Rossa, che a soli 26 Emirates Team New Zealand sbarca a Napoli da detentore del titolo difeso con successo nel 2024 contro INEOS Britannia La festa di Team New Zealand dopo la vittoria della 37a edizione dell’America’s Cup nel 2024 nelle acque di Barcellona anni, diventa nel 2017 il più giovane skipper a vincere l’America’s Cup. Ne conquisterà tre consecutive, nel 2017, 2021 e 2024. Con lui c’è Blair Tuke, compagno di equipaggio in 49er e di tre medaglie olimpiche, nel ruolo di flight controller. Quando gli AC75 introducono il doppio timoniere, arriva anche Nathan Outteridge. A completare l’equipaggio, due trimmer indispensabili come Andy Maloney e Josh Junior, uomini chiave per garantire coordinamento, potenza e precisione a una macchina che continua a essere il riferimento della vela mondiale.