A Napoli innizia una nuova era

La prima edizione in Italia del Trofeo partirà con tante novità: nascita dell’America’s Cup Partnership, budget cap a 75 milioni, cinque velisti a bordo (una donna obbligatoria) e addio ai cyclor
A Napoli innizia una nuova era

 La 38a America’s Cup si svolgerà in Italia. E già basterebbe questo per definirla un’edizione epocale. Nato nel 1851, quarantacinque anni prima delle Olimpiadi moderne, il trofeo sportivo più antico della storia si è disputato fino a oggi in soli cinque Paesi (escludendo l’edizione originaria in Gran Bretagna): Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Bermuda e Spagna. Ospitarlo dopo 176 anni in Italia, e per l’esattezza a Napoli, non è solo un motivo di orgoglio per i tanti appassionati. È anche e soprattutto un’opportunità straordinaria per confermare la capacità del nostro Paese di organizzare un evento sportivo internazionale di altissimo livello, valorizzando le proprie competenze, il territorio e la sua cultura. Non ultimo, sarà l’occasione attesa da ormai troppi anni per accelerare la riqualificazione dell’area di Bagnoli e restituirla alla città rinnovata, accessibile e finalmente integrata nel tessuto urbano.

LE NOVITÀ 

L’edizione del 2027 presenta alcune importanti novità. La prima riguarda la nascita dell’America’s Cup Partnership – ACP – che riscrive le regole di questo antichissimo gioco. L’ACP, infatti, introduce una governance paritaria tra i team e assume la gestione organizzativa e commerciale dell’evento, dando vita a una struttura più condivisa e stabile, nel rispetto dei documenti e dei ruoli originari del Defender e del Challenger of Record (il primo tra gli sfidanti). Uno dei primi obiettivi dell’ACP era quello di attrarre più team, contenendo i costi e stabilendo regole più certe, condivise e sostenibili nel lungo periodo. L’iscrizione di sette team dimostra che la strada intrapresa è quella giusta. Per contenere i costi è stato stabilito un budget cap di 75 milioni di euro per ogni team e sono stati decisi altri interventi che riguardano direttamente le imbarcazioni. Per Napoli 2027 sono state confermate le barche già utilizzate a Barcellona: i monoscafi foiling AC75, scafi ufficiali di Coppa, e i più piccoli AC40, anch’essi monoscafi foiling, ma One Design, e quindi uguali per tutti i team. Secondo il nuovo Protocollo, i team già presenti a Barcellona non potranno progettare da zero un AC75 e dovranno riutilizzare, se disponibili, gli scafi impiegati nella 37a America’s Cup. I nuovi iscritti potranno invece acquistare un AC75 esistente oppure costruire uno scafo basato sul progetto di una barca della precedente edizione. Per rispettare uno degli aspetti fondanti dell’America’s Cup, che è sempre stata una sfida tecnologica, il Protocollo pone dei vincoli alla modifica degli scafi e al numero di nuovi componenti, concentrando lo sviluppo soprattutto su foil, flap, timone, vele, sistemi elettronici e di controllo. Sugli AC75 a Napoli vedremo solo cinque velisti, e almeno uno di questi dovrà obbligatoriamente essere una donna. La velista e almeno altri due membri dell’ela nazionalità del team partecipante.

Ai cinque membri dell’equipaggio si aggiungerà una sesta persona, il cosiddetto “Guest Racer”: un ospite che prenderà parte alla regata senza avere alcun ruolo operativo. È una formula che recupera, in una veste aggiornata, l’esperienza del “diciottesimo uomo” adottata sulle barche dell’International America’s Cup Class. Scompariranno invece i cyclor, i velisti-ciclisti incaricati nel 2024 di produrre l’energia necessaria a regolare le vele e gli altri sistemi di bordo. Al loro posto sarà installato un sistema alimentato da batterie, che simulerà l’energia generata da quattro cyclor. Accanto agli AC75 resteranno gli AC40, le imbarcazioni più piccole utilizzate per le prime regate preliminari e per le competizioni dedicate ai giovani e alle donne. Nelle Preliminary Regatta disputate con gli AC40, i team potranno schierare due barche, purché una di queste sia formata da equipaggio misto giovani e donne.

LA FORMULA

Il formato rimane sostanzialmente lo stesso dell’edizione di Barcellona: sono previste una serie di regate preliminari, le Challenger Selection Series, denominate Louis Vuitton Cup, e il Match finale tra il challenger vincitore della Louis Vuitton Cup e il defender Emirates Team New Zealand. Sono stati confermati anche gli eventi dedicati alle donne, la Women’s America’s Cup, e ai giovani, la Youth America’s Cup. Una delle principali novità riguarda le regate di flotta, che saranno introdotte insieme ai match race nella prima fase – il Group Stage – delle Challenger Selection Serie.