Wankel, la storia del motore rotativo Mazda

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La genesi e l’evoluzione di una delle sfide tecnologiche più affascinanti di tutti i tempi, attraverso la produzione di serie e i successi sportivi della Casa giapponese

Wankel, la storia del motore rotativo Mazda
 Diego D'Andrea martedì 25 febbraio 2020

1920-2020. Nell’anno del centenario di Mazda, ripercorriamo la genesi e l’evoluzione di una delle intuizioni tecnologiche più affascinanti nella storia dell’automotive: il Wankel. Una sfida in cui la Casa nipponica, forte del suo proverbiale coraggio e capacità di intraprendere strade nuove e alternative, si è buttata caparbiamente a capofitto, legando a doppio filo le sue vicende a quelle del motore rotativo.

FELIX HEINRICH WANKEL

È questo il nome del geniale inventore tedesco a cui si deve la scintilla, l’idea primigenia, che ha portato alla nascita di una, tra le interpretazioni tecnologiche del motore a combustione interna, più interessanti di sempre. I primi test avvennero sul banco prova del costruttore tedesco NSU, poi, in seguito ad un accordo di licenza, nel 1961 i pistoni rotanti irruppero fragorosi nella storia Mazda. Lo sviluppo fu affidato alla “Mazda Rotary Engine Research Division” che lo mise a punto nel 1963 e successivamente lo introdusse come motore di serie. All’epoca, diverse grandi case automobilistiche tentavano, con scarso successo, di portare avanti la ricerca sul motore rotativo: una sfida tecnologica che si rivelò più dura del previsto. L’approccio di Mazda fu differente: si concentrò sulla semplicità del design, sulle prestazioni di punta e sulla ricerca di un’efficiente erogazione della potenza, accanto alla possibilità di utilizzare combustibili alternativi, come ad esempio l’idrogeno. Inizialmente, però, non mancarono le difficoltà.

Wankel, la storia del motore rotativo Mazda

UNA VOLONTÀ D’ACCIAIO

I tecnici giapponesi, tuttavia, non si lasciarono scoraggiare. I problemi riguardavano gli anelli di tenuta e i consumi specifici particolarmente elevati; un’ulteriore sfida era poi rappresentata dalla qualità della produzione dei materiali. In nome di quel principio intimamente connaturato al marchio, secondo il quale per progredire, spesso occorre mettere in discussione i principi generalmente accettati, Mazda riuscì a ottimizzare le tecnologie di base, in maniera tale che ancora oggi la casa automobilistica giapponese è l’unico produttore in grado di costruire motori rotativi in milioni di esemplari.

COSMO SPORT 110S

Il primo modello ad utilizzare il Wankel fu una sportiva con caratteristiche rivoluzionarie, la Mazda Cosmo Sport 110S. La prima apparizione, al Motor Show di Tokyo del 1964, lasciò tutti a bocca aperta, e il 30 maggio 1967 entrò in produzione: fu la prima automobile di serie con motore rotativo a due rotori. All’epoca gli addetti ai lavori paragonarono le sensazioni a bordo a quelle di un viaggio in aereo, come se la vettura fosse dotata di un motore a reazione.

I SUCCESSI SPORTIVI

Già alla sua prima gara, la Marathon de la Route del 1968, una corsa di 84 ore sul Nürburgring, il Wankel di Mazda si assicurò un incoraggiante quarto posto. Fu solo l’anticamera delle oltre 100 vittorie conseguite dai modelli Mazda con motore rotativo nel campionato giapponese per auto da turismo e nella serie americana IMSA. Tuttavia, il più grande trionfo fu ottenuto nel 1991 a Le Mans, dove la Mazda 787 B si aggiudicò la competizione con il motore a quattro rotori. 

LA PRODUZIONE DI SERIE

Il Wankel, di dimensioni compatte, inizialmente fu usato su vetture sportive come la Cosmo Sport 110S, grazie alla sua parte anteriore piatta e a forma di cuneo. Ma non ci si fermò lì: già all’inizio degli anni ‘70 una Mazda su due montava un motore rotativo nelle versioni Berlina, Coupé e Comb; cui si aggiungevano anche i modelli RX-2, RX-3 ed RX-4. Inoltre nella serie B realizzata da Mazda fu introdotto un Rotary Pickup, unico al mondo, mentre con il Parkway da 26 posti il motore rotativo debuttava anche sul primo autobus turistico. Senza dimenticare la Mazda Roadpacer AP, che in Giappone venne usata anche come auto di stato.

Nel 1973, fu la Mazda RX-3 coupé il di modello esclusivo di punta con motore rotativo, ruolo che nel 1976 venne preso dalla Gran Turismo RX-5. Tre anni dopo, con la Mazda RX-7, nasceva una la sportiva purosangue capace di vendere oltre 800.000 unità in tutto il mondo. Altrettanto interessante fu la Eunos Cosmo, concepita soprattutto per il mercato giapponese, che a partire dal 1990 fu la prima vettura di serie con motore rotativo a tre rotori in concorrenza alle coupé con motori V8 e V12.

LA MAZDA RX-8

Nel 2003, in un periodo completamente diverso, arrivò una nuova sportiva, la RX-8 con motore anteriore e centrale. Un mezzo affascinante, fuori dal coro grazie alle quattro porte con apertura controvento e nessun montante centrale. Ma soprattutto, la RX-8 portava in dote il nuovo motore rotativo a due rotori RENESIS, il cui nome era una crasi tra l’abbreviazione RE, “Rotary Engine”, e “Genesis”, un rimando alla storia della creazione. Rispetto al modello precedente, era del 30% più leggero e presentava consumi del 12% inferiori, caratteristiche che gli valsero il premio “International Engine of the Year". Nel 2009,  l'aggiunta di un ulteriore sensore di accensione del battito in testa per il controllo della combustione (che fu utilizzato per la prima volta da Mazda su uno dei suoi modelli) lo rese ancora più efficiente e prestazionale. Il potenziale della tecnologia rotativa per la propulsione alternativa è stato dimostrato da un’intera flotta di Mazda RX-8 Hydrogen RE, Mazda Premacy e Mazda5 RE, che a partire dal 2006, con alimentazione a idrogeno, sono state immesse in commercio in Giappone e in Norvegia.

SVILUPPI E PROSPETTIVE

Benché la produzione della RX-8 sia terminata nel 2012, Mazda ha continuato a perseguire gli ideali tecnologici e di sfida - senza paura di percorrere strade nuove - intrapresi con i motori rotativi. A partire dal prototipo Taiki, in linea con l’avvio del programma di sostenibilità di Mazda "Zoom-Zoom"  nel 2007, che prevede un nuovo motore rotativo di peso ridotto con iniezione diretta. Proseguendo con lo sviluppo delle rivoluzionarie tecnologie SKYACTIV introdotte dal 2012 per motori, trasmissioni e carrozzeria, in cui rientra anche il motore rotativo Mazda. Basti pensare alla concept car RX-Vision mostrata al Salone di Tokyo nel 2015, caratterizzata da un motore rotativo SKYACTIV-R di nuova generazione e dall’affascinante design KODO.
E il futuro? Tenete le antenne dritte, potrebbe riservare sorprese.

Mazda wankel

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