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Damon Motorcycles e la tecnologia: obiettivo sicurezza
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Damon Motorcycles e la tecnologia: obiettivo sicurezza

Passione per le due ruote ed esperienza nel settore dell'informatica: Jay Giraud, co-fondatore della startup canadese, ha deciso di realizzare un prototipo di moto elettrica con Sistema di Avviso Avanzato per migliorare la guida e ridurre gli incidenti

venerdì 7 giugno 2019

Un motociclismo intelligente e sicuro, ecco il sogno di Jay Giraud, co-fondatore di Damon Motorcycles, che ha saputo unire la passione per le due ruote con l'esperienza e il talento nell'ambito della tecnologia.

UNA VITA DA PILOTA - Jay Giraud è stato un motociclista per buona parte della sua vita. E solo chi ha vissuto la strada, tra pericolo e velocità, può parlare con cognizione di causa. Incidenti, lesioni, danni irreparabili: la moto ti dà tanto, ma ti può anche togliere, a volte tutto. Per questo motivo i piloti hanno bisogno di sentirsi più al sicuro, e laddove l'attenzione non fosse sufficiente deve intervenire la tecnologia. Così la startup canadese Damon, dopo il finanziamento di 2,5 milioni di dollari da parte di investitori privati, ha deciso di sviluppare un prototipo di moto elettrica dotata di telecamere, radar e sensori in grado di offrire al pilota una visione a 360° di tutto quello che accade intorno a lui e al veicolo. Lo scopo principale è, chiaramente, diminuire in maniera corposa il numero di incidenti e morti sulle due ruote nel giro di qualche anno. 

DA UN PROTOTIPO A UN SISTEMA CONNESSO - Secondo quanto dichiarato dalla startup, l'Advanced Warning System (ovvero il Sistema di Avviso Avanzato) di cui vogliono dotare le moto opera in base alla direzione, all'accelerazione e alla velocità arrivando a monitorare fino a 64 oggetti, o soggetti, alla volta. Che siano altri veicoli, a due o quattro ruote, pedoni o altro non fa distinzione: conta solo l'utilizzo fatto di queste informazioni, così da agevolare chi guida. Ad avvisare del pericolo imminente ci pensano, attraverso il manubrio, le luci e il feedback tattile, come si può vedere dal video di Global News in cui viene intervistato Jay Giraud.
Ovviamente i progetti del co-fondatore di Damon Motorcycles non finiscono qua. Sta nel sostrato del sogno l'ambizione alla grandezza. E questo sogno non poteva fare certo eccezione. L'idea di Giraud è quella di archiviare i dati di ogni moto dotata del nuovo sistema Damon in un cloud aziendale. Insomma, creare una vasta rete di numeri sulla sicurezza basata sulle situazioni quotidiane e da utilizzare per migliorare, passo dopo passo, la guida dei piloti. Come tutti i grandi progetti, ci sono dei punti critici. In questo caso, si parla del dubbio sulla privacy dei dati, ma forse è meglio fare un passo per volta.

TRATTATIVE CON LE FORZE DELL'ORDINE - Tra le informazioni ricavate da Global News, c'è anche quella che riguarda il possibile coinvolgimento della polizia statunitense. Damon Motorcycles pare essere in trattativa con alcuni dipartimenti per estendere la sua tecnologia alle moto del futuro, non solo per i singoli piloti ma anche per le flotte. Ovviamente si tratta solo di ipotesi, visto che il sistema è in fase di sviluppo e Jay Giraud non si è sblianciato su eventuali date di rilascio.

TESTARE DI PERSONA - Non è proprio dietro l'angolo, ma c'è ancora un po' di tempo per organizzarsi e andare a testare di persona l'Advanced Warning System. Il 10 luglio a San Jose in California, TechCrunch (altra startup che si occupa di tecnologia e informatica) terrà l'annuale TechCrunch Sessions e il team Damon dovrebbe essere presente per fare una dimostrazione.

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