Torino, non vedente inciampa su un monopattino elettrico abbandonato

L'incidente è avvenuto in via Salbertrand: il 63enne Giovanni non si è infortunato per miracolo, ma adesso, a causa dell'inciviltà di alcuni, ha paura ad uscire da solo

Torino, non vedente inciampa su un monopattino elettrico abbandonato

Da quando sono diventati protagonisti della nuova mobilità, a Torino gli incidenti con i monopattini elettrici hanno coinvolto anche e soprattutto tante persone con disabilità visiva. Del resto, anche l'UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) aveva denunciato l'allarme attraverso i media e in vari incontri con l'amministrazione del capoluogo piemontese.

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L'incidente del signor Giovanni

Oggi, però, arriva un altro sgradevole episodio in tal senso. Qualche sera fa, infatti, Giovanni, 63enne residente nel quartire Parella, non vedente, stava percorrendo il marciapiede di via Salbertrand, quando all'improvviso è inciampato su un monopattino a noleggio lasciato in mezzo alla strada. Giovanni è così caduto, trascinandosi il mezzo addosso. Per fortuna, è stato prontamente soccorso da una passante, riuscendo a riprendere l'orientamento e a tornare a casa. Ma purtroppo, nonostante non si sia miracolosamente infortunato fisicamente, adesso Giovanni si sente molto meno sicuro ad uscire di casa da solo. E tutto ciò a causa di qualche incivile che ha abbandonato il monopattino in mezzo a una strada.

L'appello dell'UICI di Torino e una possibile soluzione

"Non siamo contrari ai mezzi ecologici - scriveva qualche tempo fa, in una lettera spedita a diversi quotidiani, il presidente di UICI Torino Giovanni Laiolo - ma serve una disciplina, che rispetti le esigenze di tutti. I marciapiedi sono diventati una giungla e, per chi non vede, il rischio di incidenti è alto".

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"Evidentemente gli appelli al senso civico non bastano - sottolinea l'associazione -. L'unico modo per risolvere il problema sarebbe prevedere degli spazi fissi e obbligatori in cui lasciare i veicoli. A questo punto, che cosa aspetta la politica a intervenire? Che qualcuno si faccia male "seriamente"?". E la querelle torinese continua, tra le inevitabili polemiche.

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