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Vacanze in moto, Lazio e Centro-Sud

Vacanze in moto, Lazio e Centro-Sud

La seconda parte dello speciale vacanze 2015 dedicato ai motociclisti con i consigli per l'alloggio e per le pause "di gusto".  twitta

lunedì 10 agosto 2015

L’AURELIA DEGLI ETRUSCHI - Laghi, vulcani, carciofi, tufi e antiche necropoli ad appena un pugno di chilometri a nord-est della Capitale. Siamo nel cuore più antico a classico dell’Etruria. Qui, in moto, si può perfino andare all’inferno (etrusco), per apposita via. Piegando tra l’altro su di una vera chicca d’asfalto: la SP3. La partenza è da Roma, diretti verso il mare, lungo la Via Aurelia. Terminato il tratto a doppia corsia della SS1, ecco Ladispoli in vista del Tirreno, col suo bel Castello Odescalchi, del XIV secolo, adiacente all’oasi del WWF di Palo Alto, uno degli ultimi esempi di foresta pleniziaria rimasti sulla costa tirrenica (visite guidate alla domenica, tel. 331-3921324). A Ladispoli, comunque, in nome del “re” degli ortaggi locali - il carciofo romanesco a bulbo largo - a fine aprile si svolge la Sagra del carciofo (tel. 06-9913049), con spettacoli, mostre, sculture fatte di carciofi, gastronomia e menù turistici al prezzo fisso di 20 Euro. Tutti naturalmente a base di carciofo.
Anche Pyrgi, l’antico porto della città etrusca di Caere (16 km più avanti), è circondato da un enorme campo coltivato a carciofi che delinea il confine tra terra e mare, in vista della spettacolare Rocca di Santa Severa, affacciata sul pelo dell’acqua tra resti archeologici e strutture balneari. Ampio parcheggio, ottimo ristorantino (vedi box “dove mangiare”) e, a parte il Castello, un piccolo gioiellino: il Museo del Mare e della Navigazione Antica, sette sale con importanti reperti in cui si spiega il mondo della marineria antica e delle vicende dei siti di Pyrgi e Santa Severa (10-12 e 15-17, tel. 0766- 570209). Imboccata la SP3b è tempo ora di guida vera. 22 movimentatissimi chilometri portano a Tolfa, borgo medievale accoccolato ai piedi di un pittoresco “pan di zucchero”.
Altre curve avanti, passando nella Riserva Naturale di Montemerano, ed eccoci in vista di Bracciano e del suo bel lago (vulcanico). Frenata: Castello Orsini, Duomo e caffè d’obbligo sul lungolago. Ripresa la strada (SP4a), in 23 km riscendiamo al mare di Ladispoli. Non prima, naturalmente, di essere stati agli Inferi; il nome cioè della misteriosa e affascinante via, scavata nel tufo, che percorre per intero la celebre Necropoli etrusca di Cerveteri, patrimonio dell’Unesco (dalle 8:30 al tramonto, lunedi? escluso, tel. 06-9940001). Il parcheggio è proprio lì vicino. 

PER MANGIARE:

SANTA SEVERA
Alla trattoria “L’Isola del Pescatore” già lo splendido panorama sul Castello di Santa Severa ripaga il coperto. In cucina sono specializzati in pesce, ma il carciofo romanesco da? il suo ampio contributo, Lo si può gustare “alla giudia”, la preparazione più famosa, o in altri piatti originali (tel. 0766- 570145).

BRACCIANO
La minuscola trattoria “da Regina”, in via Sant’Antonio 1 (tel. 06-9980482), è uno dei capisaldi del mangiar bene in zona e uno dei locali più economici di tutta la provincia di Roma. Dal primo al caffè, sui 15 Euro a persona, bevande incluse. Ottimi i carciofi fritti. Aperto dalle sette alle dieci, ma è spesso pieno.

PER DORMIRE:

CERI
Il B&B “Borgo di Ceri” è un’accogliente dimora nel cuore del minuscolo borgo, cinto di mura merlate e issato su uno sperone di tufo, a 9 km da Cerveteri. Una casa padronale e due alloggi indipendenti con mobili d’epoca, dotati di camino e soffitti a travi di legno. A partire da 90 Euro (tel. 06-9953364, www.borgoceri.it).

LADISPOLI
La prima pietra fu poggiata a fine ‘800; una lunghissima storia per l’edificio che ancora oggi ospita l’Hotel Mira- mare, già Pensione Lido. Suggestiva l’atmosfera liberty, con ampie camere dai soffitti alti, tutte dotate delle ultimissime tecnologie. Con spiaggia privata e servizio garage (www.hotel-mira- mare.it).

 

IL PARCO DEL MATESE - Tra i monti del Matese, volendo, si può staccare la spina dello stress. Via dalla pazza folla dei soliti itinerari, lontano dal sospetto di poter incontrare i colleghi dell’ufficio. Qui, in uno degli angoli più belli e incontaminati dell’Appennino centrale c’e? ancora posto per il binomio guida/serenità. In versione asfalto o fuoristrada. Si comincia dall’uscita Vasto Sud (A14) seguendo poi nell’interno la valle del fiume Trigno, lungo la SS650. Dopo una quarantina di km circa, allo svincolo di Schiavi d’Abruzzo, giriamo verso il paese. In un meraviglioso scenario di monti, si visitano i templi di un antichissimo centro italico del II secolo a.C. Agnone, definita l’Atene del Sannio, non è lontana (21 km). Famosa soprattutto per la Pontificia Fonderia, una delle fabbriche di campane più antiche del mondo ancora in attività (sono venti in tutto!). La visita, con annesso museo, è consentita due volte al giorno, alle 12 e alle 16 (www.campane- marinelli.com). A Pietrabbondante, 20 km più a sud, via SS86, si conserva invece uno spettacolare Teatro Sannitico con ancora visibili i sedili anatomici. Proseguendo, la carreggiata si snoda sinuosa in un territorio boschivo piacevolissimo. Poco avanti s’incontra l’imponente e arzigogolato Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso (www.santuario- addolorata.it), vera e propria “Sagrada familia” molisana, stagliato tra i monti. Raggiungere il capoluogo, Isernia, è questione di pochi minuti (Fontana della Fraterna, Duomo, Museo Civico). Da Isernia, con la SP19, si raggiunge poi il centro medievale di Castelpizzuto, accalcato attorno al vecchio castello, il comune più lilliput dell’intero mezzogiorno d’Italia: 143 abitanti all’anagrafe. Chi ha la moto adatta, potrà avventurarsi sulle scorciatoie sterrate che si dipanano tutt’intorno, a ridosso del Parco regionale dei Monti del Matese. La statale 17 consente comunque di raggiungere agevolmente tutte le località segnalate. Per chi ama i castelli, in zona ci sono il longobardo Castel Pignatelli, di Monteroduni (distante 6 km con la scorciatoia) e quello petroso e diruto di Roccamandolfi, del XII sec., (15 km circa di sterrato). Il Parco del Matese offre vaste praterie, bizzarre formazioni rocciose e la sempre pittoresca presenza del lago omonimo. Un bel panorama si gode salendo in seggiovia, da Campitello Matese, alla cima del Monte Miletto. Su asfalto, si può invece attraversare tutta l’area protetta seguendo la bella e movimentata Provinciale Miralago (SP331). 

PER MANGIARE:

AGNONE
Zuppa di farro e grano, “acquaonta” (farina integrale con acqua e sugo), “sagne a tacconi” (celebri maltagliati), nodi di trippa, agnello alla brace, soppressata fatta in casa. Al ristorante La Botte, in centro, cucina tradizionale di qualità a prezzi da mensa (www.ristorantelabotte.net).

CASTELLO DEL MATESE
120 coperti interni e 80 esterni sotto gazebo: La Falode è un agriturismo che propone menù fissi a base di prodotti della casa, antipasti e primi tipici, carni del proprio allevamento, verdure del proprio orto. Anche alloggio, sia in camere standard che in ostello (www. falode.it).

PER DORMIRE:

CAMPITELLO MATESE
L’Hotel Kristiania è nato dalla recente ristrutturazione di una ex cascina tra i monti del Parco del Matese, offrendo una tipica atmosfera di montagna, con centro benessere. Offerte settimanali a 299 € (www.hotelkristiania.org)

SCHIAVI D’ABRUZZO
Albergo tre stelle aperto tutto l’anno, con bar, ristorante, giardino, parcheggio e campo da tennis, Il Tempio non è molto distante dall’area archeologica di Schiavi d’Abruzzo. Stanze singola da 30 Euro, doppie da 46 € (tel. 0873- 979401).

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