Sicurezza: obbligo vicino per i seggiolini anti-abbandono

Finalmente avviato il procedimento legislativo che imporrà l'utilizzo di dispositivi di avvertimento che impediranno di dimenticare i bambini in auto

E' arrivato il via libera al Ddl sull'obbligatorietà dei seggiolini “anti abbandono”, ma, in attesa dell'emanazione del decreto attuativo e della relativa normativa tecnica, gli automobilisti, e soprattutto i loro bambini, possono già contare su soluzioni già efficaci e funzionali e non troppo costose.     
Il problema dei minori dimenticati sui seggiolini e esposti soprattutto d'estate a gravissimi rischi, è stato affrontato da tempo in diversi Paesi ma non ancora regolamentato con una normativa comune, come invece avviene per i seggiolini di sicurezza e i loro sistemi di fissaggio. L'industria è ora alla finestra in attesa di sapere come dovranno essere questi dispositivi e come dovranno essere utilizzati.
Tra le prime aziende a immettere sul mercato una soluzione anti abbandono nasce da una partnership fra Chicco e Samsung che dallo scorso maggio ha portato in commercio un seggiolino dotato di sensori integrati in grado di rilevare la presenza dei piccoli in auto e avvisare di questa situazione di pericolo attraverso lo smartphone.
Anche altre aziende, tra cui molte Case automobilistiche, hanno a catalogo seggiolini “anti abbandono”. Per quanto riguarda l'aggiornamento del vastissima offerta esistente, composta da seggiolini già acquistati e regolarmente omologati, una soluzione - che probabilmente la legge ha preso in considerazione - è quella proposta da Semiperdo. Si tratta di un sistema di sensori contenuto da un tappetino (smart pad) che si collega via Bluetooth Low Energy allo smartphone su cui è stata scaricata una apposita App. In caso di emergenza, cioè di allontanamento dall'auto dell'adulto (geolocalizzato attraverso il numero di telefono, uno dei 3 registrati) invia notifiche e sms di emergenza.
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli ha garantito:  "Ora in legge di Bilancio stanzieremo le risorse necessarie a prevedere un credito d'imposta che aiuti economicamente le famiglie nell'acquisto di questi dispositivi salva-bebè. Perché è giusto che lo Stato tuteli la sicurezza dei propri cittadini, a partire da quelli più piccoli».

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