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Ghosn in carcere almeno fino al 10 dicembre
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Ghosn in carcere almeno fino al 10 dicembre

La Corte distrettuale di Tokyo ha esteso il fermo di altri 10 giorni, periodo entro il quale il oprocuratore dovrà formulare un'incriminazione, a meno che non arrivino contestazioni di altri illeciti. Intanto i dirigenti dell'Alleanza Nissan-Renault-Mitsubishi hanno confermato l'intenzione di andare avanti insieme. Per ora

venerdì 30 novembre 2018

La Corte distrettuale di Tokyo conferma il fermo per altri 10 giorni per l'ex presidente dell'alleanza Nissan-Renault-Mitsubishi Motors, Carlos Ghosn, detenuto in un centro penitenziario a nord di Tokyo dal 19 novembre. L'ex tycoon 64enne rimarrà in prigione almeno fino al 10 dicembre, periodo entro il quale il procuratore dovrà formulare un'incriminazione, a meno che - secondo i media giapponesi - non verranno contestati altri illeciti e in quel modo verrà prolungata di nuovo la sua detenzione. Gli investigatori sospettano che Ghosn abbia nascosto l'equivalente di 44 milioni di dollari di compensi in 5 anni, assieme ad altre violazioni finanziarie di varia natura. 

Una notizia pesante, che stona dopo le parole di giovedì dei dirigenti di Nissan, Renault e Mitsubishi Motors, che al primo vertice, anche se si trattava di una videoconferenza, dopo l’arresto dell’ex n.1 dell’Alleanza, hanno affermato di "essere assolutamente intenzionati a mantenere intatta l'alleanza tra le tre case auto". 

Il presidente di Nissan Hiroto Saikawa, l'amministratore delegato di Mitsubishi Osamu Masuko, e il direttore generale a titolo provvisorio di Renault, Thierry Bolloré. si sono parlati mentre era in corso un altro vertice tra rappresentanti delle società ad Amsterdam. Al termine del dialogo a tre, i dirigenti hanno espresso in un comunicato il loro giudizio favorevole sul successo dell'alleanza negli ultimi 20 anni e l'impegno a rimanere uniti nell'intesa di gruppo. 

Ma resta, secondo i media giapponesi, e la logica, la richiesta di Nissan volta ad ottenere una maggiore autonomia nei confronti della casa transalpina. Una delle clausole che potrebbe essere messa in discussione è la regola che riserva una posizione di vertice per un dirigente della Renault nella catena di comando dell'azienda giapponese. Malgrado la Nissan abbia contribuito negli ultimi anni a circa il 50% dell'utile netto di Renault, la casa francese controlla il 43,4% di Nissan - che a sua volta possiede il 15% in Renault, ma senza i diritti di voto, e il 34% in Mitsubishi Motors.

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