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L'Europa sta con Trump: l'auto connessa abbandona il 5G
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L'Europa sta con Trump: l'auto connessa abbandona il 5G

Bruxelles punta sul Wi-Fi come standard per la nuova generazione di veicoli in rete, e sceglie una tecnologia obsoleta pur di prendere le parti di Washington contro la Cina. A danno di chi?

 Gianluigi Giannetti lunedì 20 maggio 2019

Pretese contro fatti, punti di vista sganciati dalla realtà tecnica che rischiano di mettere a repentaglio anche il futuro dell'automobile. Ragionare di Smartphone è infatti solo la parte più frivola del problema. Non avrebbe molto senso parlare dell'amministrazione Trump, la meno documentata in senso tecnologico dell'intera storia statunitense, ma lo facciamo perché la guerra commerciale innescata contro i colossi cinesi della telefonia cellulare ha ormai ricadute pesantissime anche sulla sicurezza stradale dei cittadini europei. Sulle loro possibilità; di accedere ad un mondo nuovo di connessioni cellulari ad alta velocità che consentano di mettere in rete i sistemi di bordo delle auto, renderle capaci di dialogare tra loro e con le infrastrutture, come semafori o caselli. Di aprire insomma il capitolo di una vera guida assistita evoluta, che si basi su mappe ad alta definizione disponibili sono on-line, e dunque che avranno bisogno di una velocità di scambio dati 10 volte superiore all'attuale 4G e da una ridottissima latenza, ovvero tempi di risposta pressoché istantanei. Dovremmo quindi parlare delle infinite svolte che ci propongono i network 5G, mentre invece dobbiamo raccontarvi delle posizioni incomprensibili prese a riguardo dall'Unione Europea. Commissione e Parlamento spingono per imporre una non meglio precisata evoluzione delle attuali connessioni Wi-Fi come canale per i nuovi sviluppi dei servizi on line destinati agli autoveicoli. La discussione è aperta in queste settimane. Una sponda al governo di Washington su cui non discutiamo neppure in termini politici. Ci ritroviamo invece a censurarla pesantemente in termini tecnici.

Le vere ragioni di convenienza le diamo per scontate. Tra le aziende leader a livello mondiale nello sviluppo di apparati e infrastrutture di rete a 5G dobbiamo infatti registrare il predominio assoluto delle cinesi Zte e Huawei. La prima già colpita dall'amministrazione Trump con un bando ufficiale per pretese ragioni di sicurezza nazionale, esteso nelle ultime ore anche alla seconda. Nella lista troviamo anche Nokia ed Ericsson, europee nella sede sociale ma pesantemente legate ad interessi statunitensi, mentre la quinta in classifica è Cisco, dichiaratamente azienda a stelle e strisce.

Sarebbe utile raccontare che la posizione di vantaggio per Zte e Huawei è stata costruita con almeno un decennio di investimenti in ricerca e sviluppo che hanno reso le loro apparecchiature offerte ai gestori di telefonia mobile semplicemente più convenienti. Far guadagnare tempo alle aziende americane congelando la concorrenza? Per il governo statunitense è una strategia e non più solo una ipotesi, ma non immaginavamo che l'Unione Europea fosse perfino leale e consenziente.

Bruxelles ora punta su auto connesse attraverso il "vecchio" Wi-Fi, ovvero uno standard rilasciato nel lontano 2001, con una velocità reale di circa 24 Mbps e una copertura di segnale limitata a 500 metri lineari, che può essere mantenuta da una vettura in movimento a non più di 120 km/h di andatura, per altro teorica.

Inutile chiedersi se rappresenti una evoluzione del tanti atteso Wi-Max, il Wi-Fi evoluto. Quest'ultimo avrebbe una portata massima di 50 Km e una larghezza di banda che può spingersi, in condizioni ideali, fino a 74 Mbps. Peccato le sue licenze di trasmissione siano state cedute a peso d'oro in aste nazionali, spesso accaparrate da gestori di telefonia mobile e mai utilizzate. L'unico concorrente delle reti cellulari infatti non ha avuto fino ad ora nessuna tutela da parte delle istituzioni comunitarie, le stese che ora rinunciano al 5G.

Già oggi, secondo uno studio realizzato dalla autorevole società di rilevazione specializzata OpenSignal, In Italia la rete mobile è molto più veloce del Wi-Fi, anche se la differenza con il wifi, in ben 33 Paesi nel mondo su 80 valutati, già ben superiore. E ci stiamo riferendo ancora al "superato" sistema 4G/LTE. La velocità raggiungibile dalle connessioni 5G, nell'uso reale su una rete popolata di dispositivi, corrisponde a circa 1,4 Gbps, cioè quattordici volte più alta.

Secondo un rapporto della 5GAA (5G Automotive Association) ripreso dalla Agenzia Reuters, le reti 5G già in fase di allestimento a livello globale permetteranno in pochi anni non solo alle vetture di scambiare informazioni tra loro o con le infrastrutture della strada beneficiando di una latenza pari a pochi millisecondi, ma anche di abilitare una serie di servizi dedicati a intrattenimento, gestione del traffico e navigazione stradale oggi solo immaginabili. Dello stesso parere ETNO (European Telecommunications Network Operators), associazione che riunisce i principali operatori del vecchio continente: "rinunciare a questa tecnologia sarebbe un errore fatale che ci taglierebbe fuori dal futuro". Fatto soprattutto di un nuovi livelli di sicurezza. Non politica, ma reale.

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