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PSA e Honda rimpatriano i lavoratori per il Coronavirus

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A causa del dilagare del virus, i dipendenti della aziende che collaborano con la Cina (PSA ha stretto una partnership con Dongfeng Motor, a Wuhan) saranno rimpatriati, ma solo dopo un periodo di quarantena

PSA e Honda rimpatriano i lavoratori per il Coronavirus
martedì 28 gennaio 2020

Se per alcuni il Coronavirus è visto come una preoccupazione lontana, non si può dire lo stesso per il Gruppo PSA che in Cina collabora con Dongfeng Motor, azienda produttrice con sede a Wuhan, zona più colpita dal virus. Per questo motivo alcuni governi nazionali, nel caso specifico quello francese, hanno deciso di rimpatriare gli stranieri presenti in Cina.

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I casi di contagio, secondo gli ultimi dati – in costante aggiornamento – forniti dall’OMS, dicono di 4.000 persone colpite in tutta la Cina, con il numero dei decessi salito a 106. Il rischio di contagio globale è valutato alto.

Accordo tra governo cinese e consolato francese

PSA ha confermato di aver predisposto il rientro dei propri dipendenti, stranieri operativi in Cina a Wuhan, stilando un piano di comune accordo con le autorità cinesi e il Consolato francese e garantendo il supporto necessario ai lavoratori cinesi di Dongfeng Peugeot Citroen. 

Prima di rientrare nel paese d’appartenenza, i dipendenti e le rispettive famiglie dovranno restare in quarantena nella città di Changsha. Il Coronavirus ha mostrato un periodo di incubazione di 14 giorni.

Secondo quanto riportato dalla CNBC anche Honda ha avviato simili misure di protezione dei propri lavoratori stranieri vicino a Wuhan, 30 persone e le loro famiglie torneranno a casa in Giappone. Ai provvedimenti adottati da PSA e Honda si sommano le restrizioni ai viaggi in Cina decisi da GM, con Ford, FCA e la divisione statunitense di Volksagen a dare simili indicazioni.

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