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Tamponi Coronavirus, da Bologna la soluzione: farli in auto

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Si chiama "tampone drive-thru" ed è stato sperimentato nel capoluogo emiliano dal Centro Medico Santagostino: ecco in cosa consiste e come si fa a capire se un paziente è positivo al COVID-19

Tamponi Coronavirus, da Bologna la soluzione: farli in auto
venerdì 20 marzo 2020

Effettuare tamponi a tappeto sulla popolazione per capire meglio il pericolo generato dal contagio del Coronavirus. Si tratta di una delle soluzioni paventate negli ultimi giorni per far fronte all'emergenza sanitaria. Tra coloro che sposano questa causa, c'è il Centro Medico Santagostino di Bologna, che ha proposto alla Regione Lombardia un metodo innovativo ma già sperimentato nel capoluogo emiliano dallo scorso weekend: il "tampone drive-thru", da effettuare direttamente a bordo della propria automobile. 

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Tampone auto drive-thru: cos'è e come funziona

Il test per accertare la positività del COVID-19 s'intende soprattutto per coloro che sono stati a tretto contatto con altre persone infette, o anche per i sanitari e le persone potenzialmente contagiate e attualmente poste in quarantena. Si tratta di un tampone da effettuare in auto, ma con procedure diverse rispetto a quelle standard seguite dagli ospedali.

In pratica, attraverso la targa dell'auto i pazienti vengono riconosciuti. Una volta fermi, abbassano il finestrino e i medici, naturalmente protetti con guanti e mascherine, estraggono una goccia di sangue dal soggetto. Il campione poi che verrà analizzato per scoprire se l'individuo è positivo o no al COVID-19. E il risultato gli sarà notificato tramite un messaggio sul telefono della persona sottoposta al tampone.

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A parlare dell'inedito metodo è stato anche Luca Foresti, amministratore delegato della rete di poliambulatori privati a prezzi accessibili presenti in Lombardia e a Bologna: "Ci tengo a sottolinearlo: noi siamo a disposizione con il nostro personale, le nostre strutture, ma non vogliamo farlo privatamente, bensì in maniera coordinata con le istituzioni - ha dichiarato Foresti a Adnkronos -, perché i risultati devono servire alle istituzioni per capire cosa sta succedendo e prendere decisioni: se diventa attività privata in cui ognuno fa quello che vuole perde il senso".

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