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Torino, imbecilli in Porsche aggrediscono un'ambulanza in soccorso

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Un uomo e una donna, probabilmente negazionisti, hanno prima pedinato e poi insultato, ripreso col cellulare e minacciato gli infermieri del 118 mentre prestavano servizio ad un anziano in codice giallo. Fortunatamente sono intervenuti i carabinieri

Torino, imbecilli in Porsche aggrediscono un'ambulanza in soccorso
© Credit Ansa
venerdì 20 novembre 2020

Torino, 8 novembre, ore 16:00: richiesta di aiuto al 118, un signore del quartiere Savonera di Collegno ha gravi difficoltà respiratorie e chiede d’urgenza un’ambulanza. Il personale si prepara immediatamente e parte a sirene spiegate verso l’indirizzo ricevuto: codice giallo, paziente in condizioni “mediamente critiche” e rischio di peggioramento. Purtroppo però né il signore colpito dal virus né il personale medico sono i protagonisti di questa storia, bensì un uomo e una donna che si sono dati all'inseguimento dell’ambulanza – che viaggiava verso l’abitazione del malato – a bordo della loro Porsche Cayenne e hanno ripreso il tragitto del mezzo di soccorso.

PEDINAMENTO CON PORSCHE CAYENNE

A notare l’auto è stato il conducente dell’ambulanza: la Porsche è rimasta alle sue spalle per tutto il percorso, fermandosi anch’essa all’arrivo a destinazione. L’uomo e la donna, stando a quanto dichiarato dalla dottoressa Rita Rossi direttrice del 118, “sono scesi e hanno aggredito ed insultato gli infermieri, continuando sempre a filmarli con il cellulare, ostacolandoli nel loro lavoro e sostenendo che l’ambulanza stava circolando a vuoto, con il solo intento di creare panico. Non so se quei due siano stati negazionisti, di certo erano degli imbecilli. A febbraio eravamo eroi nazionali, ora c’è gente che ci odia. Come si può pensare che mandiamo in giro delle ambulanze vuote, e a sirene spiegate, solo per creare panico nella popolazione? La verità è che facciamo fatica a trovare mezzi disponibili a causa dell’emergenza sanitaria e che molto spesso i codici verdi sono per questo costretti ad attendere anche due ore prima di essere assistiti. La scorsa settimana siamo stati molto sotto pressione: abbiamo ricevuto circa 1.100 chiamate al giorno su una media di 700, e purtroppo in molti hanno dovuto attendere a lungo. Non abbiamo davvero bisogno di negazionisti tra i piedi”.

DENUNCIATI IN CASERMA

Uno sfogo sincero e disperato per un – non certo la prima – fatto imbarazzante e disdicevole, di cui hanno dovuto occuparsi anche i carabinieri: l’uomo e la donna sono stati condotti in caserma e denunciati per interruzione di pubblico servizio. Le parole per condannare questo tipo di comportamenti sono ormai superflue, bisognerebbe fare solo una riflessione: in questo momento di imbecilli, siano essi riuniti sotto al bandiera identitaria del negazionismo o meno, proprio non ce n’è bisogno.

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